Sulla nuova legge elettorale il confronto resta aperto

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Sulla nuova legge elettorale il confronto resta aperto

Sulla nuova legge elettorale il confronto resta aperto

28 Febbraio 2026

La proposta della nuova legge elettorale continua a suscitare un acceso dibattito politico, dividendo sostenitori e critici. Il modello ipotizzato prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza, soglia di sbarramento al 3 per cento, assenza di preferenze e un eventuale ballottaggio qualora nessuna coalizione raggiunga il 40 per cento dei voti. Un impianto che, secondo alcuni osservatori, potrebbe risultare vantaggioso sia per il centrodestra sia per il centrosinistra.

Tra le voci che analizzano il progetto c’è quella di Gaetano Quagliariello, già ministro per le Riforme costituzionali, che riconosce alcuni elementi positivi nello schema di base, ritenuto più lineare rispetto all’attuale sistema elettorale. Tuttavia, non mancano le criticità, soprattutto per quanto riguarda alcuni dettagli tecnici e le modalità di applicazione.

In particolare, in una intervista su Il Foglio, Quagliariello esprime perplessità sull’assenza delle preferenze, sottolineando il rischio di concentrare troppo potere nelle mani delle leadership di partito: “La mancanza delle preferenze? Quella è una scelta di fondo, ma penso che mettere il potere decisionale completamente nelle mani dei leader dei partiti sia un fatto grave”.

Altri aspetti considerati migliorabili riguardano il premio di maggioranza, ritenuto eccessivo se superiore al 15 per cento, e il meccanismo del ballottaggio. In merito, afferma l’ex Ministro, “mi convince la presenza di una sorta di doppia soglia: la prima prevede che si vada al secondo turno se nessuna delle due coalizioni arriva al primo al 40 per cento; la seconda che il ballottaggio non scatti in automatico: è necessario che entrambe le liste o coalizioni abbiano ottenuto al primo turno almeno il 35 per cento dei voti. Vuol dire che il sistema deve essere bipolare almeno al 61 per cento. Ecco, è un punto di partenza interessante per confrontarsi”.

Il tema si intreccia, pertanto, anche con le dinamiche politiche tra maggioranza e opposizione. Se da un lato si osserva che il governo avrebbe potuto presentare la riforma in tempi diversi, dall’altro si sottolinea la necessità di evitare interventi troppo a ridosso delle elezioni, nel rispetto delle raccomandazioni europee.

Nel complesso, la riforma viene considerata un possibile punto di partenza per il confronto parlamentare, a patto che resti aperta a modifiche concordate.

In un contesto politico equilibrato, dove secondo i sondaggi i due schieramenti risultano sostanzialmente alla pari, il dialogo appare infatti l’unica strada per arrivare a una legge elettorale più solida e condivisa.