Sulla strada della rielezione di Sarkozy c’è “l’affaire Takieddine”

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Sulla strada della rielezione di Sarkozy c’è “l’affaire Takieddine”

11 Agosto 2011

La strada per la rielezione di Nicolas Sarkozy all’Eliseo continua a essere più accidentata di quella della famosa corsa ciclistica Parigi-Roubaix. Da luglio, l’intraprendente testata Mediapart tallona il presidente in carica con una telenovela che agita i suoi sonni già nervosi.

Il protagonista principale dell’inchiesta che minaccia la destra francese è l’uomo d’affari di origine libanese Ziad Takieddine che, secondo il sito d’informazione, avrebbe a che fare con alcune delle vicende maggiormente spinose degli ultimi anni: corruzione, finanziamenti illeciti, vendita di armi, rapporti controversi con Libia, Arabia Saudita, Siria e altri stati. La "crociata" giornalistica conta su migliaia di documenti che potranno godere di pubblicità su Frenchleaks.

L’attenzione dei mass-media si sta concentrando in particolare sugli anni in cui Sarkò occupava la carica di ministro dell’ Interno ( postazione da cui iniziò la fulminante ascesa che lo ha condotto al vertice della Repubblica) e su personaggi chiave negli equilibri del potere transalpino come l’attuale titolare del dicastero Claude Guéant. Mediapart, ha recentemente rivelato che il controverso brasseur, in possesso di un patrimonio stimato oltre i 40 milioni di euro, avrebbe evitato di pagare le tasse all’erario nazionale dal 2002 al 2007 e nel 2009.

Una delle domande interessanti che girano intorno a questa storia complessa e assai delicata riguarda l’attualità: che ruolo ha giocato Takieddine nella guerra fortemente voluta dalla Francia contro Gheddafi? E’ ancora presto per capire se l’Affaire T. determinerà l’esito delle non lontane consultazioni presidenziali, ma sembra difficile che non possa quantomeno contribuire a condizionarle.