“Sulla verità dell’uomo non possiamo tacere”
05 Aprile 2007
di Redazione
“La Chiesa, i chierici, i suoi responsabili non entrano nel merito dell’agire politico. Ma quando i temi riguardano la verità sull’uomo, per usare le parole di Giovanni Paolo II, la chiesa non può tacere”. Lo afferma Nicola Bux, teologo e sacerdote, che abbraccia la posizione ufficiale della Chiesa, ricordando proprio le prime parole che Angelo Bagnasco ha pronunciato nel corso del suo discorso inaugurale come presidente della Conferenza episcopale italiana: “Tutto ciò che riguarda la verità dell’uomo riguarda la chiesa.”
E’ pretestuoso parlare di ingerenza ecclesiastica nella vita politica italiana, dunque, o, peggio ancora, temere di ritrovarsi i vescovi nel letto, come paventa un laico in fondo moderato come Alfredo Biondi. Eppure la chiesa viene tacciata a più riprese di protagonismo e accusata di essere il vero attore della vita politica italiana degli ultimi anni.
È una frase ad effetto, che funziona mediaticamente ma non risponde in alcun modo a verità. La chiesa segue il passo di ciò che accade all’interno della società ma non fa politica.
Una Chiesa chiamata a correre molto in questi ultimi tempi…
In realtà la Chiesa è in continuo movimento. Il problema è che spesso la nostra memoria è a breve termine e si riferisce agli eventi più ravvicinati, dimenticando quanto è accaduto in tempi più o meno recenti. Tornando a ritroso nel tempo, pensate all’incidenza che ha avuto nei confronti dei grandi movimenti dell’Est europeo il sostegno alla causa di Solidarnosc di Giovanni Paolo II. O ripensiamo alla mobilitazione dei cattolici negli anni Settanta contro l’aborto. O alla posizione assunta da Pio XI e Pio XII nei confronti delle grandi ideologie del secolo scorso. Come è ovvio ognuno interviene a suo modo, col suo imprinting e la sua verve personale. Ma una cosa è certa: l’accusa di ingerenza non può essere a corrente alternata. Non si può continuare ad accusare la Chiesa a proprio uso e consumo, sostenendo che interferisce nelle questioni della politica quando non ci aggrada e invece contribuisce al valore dell’azione politica quando ci aggrada. Vorrei che quelli che oggi parlano di ingerenza della Chiesa guardino a ciò che ha fatto Giovanni Paolo per la fine del totalitarismo. “La Chiesa è viva”, lo ha detto papa Benedetto. E questo non vuol dire interferire, vuol dire essere attenti nell’individuare le questioni fondamentali che riguardano l’esistenza umana e su quelle questioni imprimere una scossa, illuminare le coscienze e smuoverle, risvegliarle dal torpore, rompere il condizionamento prodotto dal pensiero che segue la moda di turno.
Viviamo in un’epoca in cui in molti si fanno paladini della difesa dei valori. Ma di che tipo di difesa e di che tipo di valori si tratta?
Spesso il richiamo ai valori è artificioso e strumentale. In un’epoca in cui tutti invocano i codici etici (dai politici a coloro che appartengono agli ordini professionali) è necessario fare dei distinguo. Si dovrebbe chiedere agli ambientalisti, a coloro che difendono gli animali, la qualità dell’aria, la purezza dell’acqua perché lo stesso senso della responsabilità non può esserci se si guarda alla natura dell’uomo. Che l%E2
