Cultura News 27 Marzo 2011 di Claudio Siniscalchi “Silvio forever” è un album di ricordi. Ma la storia del Cav. è un’altra cosa È un’apologia di Berlusconi. Macché, è l’ennesima demonizzazione. È un po’ l’uno e un po’ l’altro. È se c’è tutto, il bianco e il nero, il buono e il cattivo, il santo e il perverso, l’onesto e il disonesto, allora vuol proprio dire che non c’è niente. Gli ottantasei minuti di montaggio di immagini di repertorio che compongono “Silvio Forever”, regia di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, scritto da due vecchie volpi del giornalismo come Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, alla fine non indignano né fanno spellare le mani. antiberlusconismo berlusconi silvio forever