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L'abdicazione

Tatticismi a parte, la crisi rivela la “volontà di impotenza” del governo di fronte allo “stato di biosicurezza”

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La crisi di governo innescata dalle richieste del senatore Renzi al premier Conte, al netto di tatticismi di convenienza elettorale che pure ci sono, presenta dei rilievi politici al cui esame non ci si può sottrarre.

Le istanze del senatore Renzi, importanti perché provenienti da forza politica della stessa maggioranza, rivelano e mettono a nudo tutti gli equivoci, le criticità, le mistificazioni su cui si fonda l'”incompetenza” rivendicata quale elemento valoriale dal maggior partito di governo.

Nelle tesi del senatore di Scandicci è sotteso un conflitto di valori che assume una forma, all’attualità, drammatica. Conflitto di valori tra la politica e la scienza medica chiamata a gestire un’epidemia anzi una pandemia che sta diventando il nuovo terreno della politica: in pratica quello che i politologi americani chiamavano “security state”, stato di sicurezza (che si fondava sul terrorismo), ha ceduto ora il posto ad un paradigma di governo che si può definire “biosicurezza” che si fonda sulla salute.

E’ importante, e prendo a prestito le tesi di Agamben, comprendere che la biosicurezza supera per efficacia e pervasività tutte le forme di governo che abbiamo conosciuto. La “minaccia alla salute” è stata la leva per delle limitazioni delle libertà personali e costituzionali mai accettata in passato. Al paradosso che la cessazione di ogni relazione sociale e di ogni attività politica viene presentata come la forma “esemplare” di partecipazione civica.

Con un’operazione di retorica di matrice forense si è trasformato il “diritto alla salute” nella “obbligazione giuridica” alla salute che occorre adempiere a qualsiasi prezzo. E’ la dicotomia già posta da Weber tra scienza come professione e politica come professione. Nella lettura che delle tesi di Weber dà Massimo Cacciari (Il lavoro dello spirito) risulta dovere sociale del medico scienziato comparare le diverse visioni della malattia, indicare, in termini del tutto probabilistici, le conseguenze che possono derivarne ma mai in nessun modo, in quanto medico scienziato, stabilirne il valore sulla base di finalità universali.

I valori restano al di fuori dell’ambito scientifico sia nel campo delle scienze fisico-matematiche che nel campo medico. Valori che richiedono una risposta politica, una visione sul “come si debba agire” una responsabilità (anche tragica) di decisione cui la politica non può sottrarsi.

Il campo che tale domanda spalanca va ben oltre il problema della funzione e del carattere in generale della profezia e del carisma demagogico per investire appunto quello della “politica come professione”. Secondo Cacciari è su questo nodo che la prospettiva weberiana si concentra: l’opposizione tra due ordini, professionale scientifico da un lato e valoriale (politico) dall’altro, che può apparire generica si configura e determina come conflitto tra lavoro intellettuale scientifico e lavoro intellettuale politico.

Ma quale politico? Un politico capace di porsi non quale mero esecutore ma in “analogia” con il lavoro intellettuale scientifico: funzione “analoga” resa possibile dalla padronanza di un apparato tecnico burocratico organizzato e specializzato nelle competenze quale politico professionale. Ciò che manca per cifra culturale a questo governo, la cui forza principale risulta composta da politici improvvisati e da un premier fino a poco tempo fa sconosciuto ed assolutamente estraneo alla politica. Governo che, nella propria incompetenza, fa compiere alla scienza quello che mai la politica avrebbe dovuto permettere: e cioè che la scienza prendesse parte direttamente e attivamente al “polemos” dei valori.

Nelle parole del senatore Renzi, che pur sostiene questo governo, appare il “disincanto” sulla possibilità che l’esecutivo possa riappropriarsi dell’elemento di tragica responsabilità del “decidere” facendosi sostituire nella determinazione dell’elemento valoriale politico dall’apparato tecnico scientifico. Nelle critiche del senatore Renzi viene messa a nudo l’incapacità di questo esecutivo di far funzionare le potenti strutture amministrativo-burocratiche da un ceto burocratico competente capace anche di resistere alle incertezze di un governo di debole coalizione e all’inevitabile occasionalismo legislativo cui questa situazione dà inevitabilmente luogo.

E’ questa, io voglio credere, la questione posta dal senatore Renzi. E cioè che la politica riprenda quella nobiltà e quel dovere del decidere, anche tragico nella responsabilità, che le appartiene per struttura e funzione.

L’epidemia o la pandemia non può essere, né deve, la morte della politica. Epidemia, come mostra l’etimologia del termine dal greco demos, è un concetto innanzitutto politico. Polemos epidemios è in Omero la guerra civile. Habent sua fata verba.

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1 COMMENT

  1. Tempo fa (com’è del resto noto ma già dimenticato) ci fu tutto il dibattito pubblico (sviluppatosi dal momento della pubblicazione dell’Enciclica di Giovanni Paolo II’ “Fides et Ratio”, fino a tutto il pontificato di Benedetto XVI’), mirante ad affermare il “Primato della Scienza” sul resto.

    Tempo dopo (grosso modo tra il 2013 ed il 2015), tanto l’attuale Sen. Renzi (all’epoca Sindaco di Firenze e poi, poco prima della scadenza naturale del suo Mandato Amministrativo, ritrovatosi nel modo che tutti conoscono … Presidente del Consiglio dei Ministri di tutta la Repubblica Italiana che, in sé e per sé, è qualcosa di un po’ più grande, complesso ed impegnativo tanto della sola Città Metropolitana di Firenze che di tutta la Regione Toscana), tanto l’ex Governatore Pugliese Vendola (il quale all’inizio del suo secondo mandato di governo regionale affermava di essere “solo” un Legislatore), rivendicavano entrambi (da fronti opposti dello stesso schieramento di Centro Sinistra) il “Primato della Politica” su altro.

    Entrambi tali Rivendicate Primazie sembrano giunte al Capo Linea per via dell’Arroganza Intellettuale (qualcuno direbbe del Vizio Capitale della Superbia) che le ha caratterizzate.

    L’Esercizio del Potere Temporale, quello che si estrinseca in ogni “Stato Costituzionale di Diritto” (con tanto di vincolo/obbligo circa la doverosa Separazione dei Poteri) va visto nel suo evolversi storico complessivo, indipendentemente dai singoli Statisti/Avventurieri che nel tempo lo hanno incarnato ma anche va osservato rispetto all’impatto tra le Ambizioni Individuali dei Demiurghi di turno nelle varie Epoche e la Dura Realtà con la quale questi hanno dovuto fare i conti.
    La Stella Cometa da seguire per costoro non può che essere la Prudenza Individuale nel pensare di poter esercitare tanto il Potere cui il Popolo ti ha delegato (Amministrativo e/o Legislativo) ma, contestualmente, anche quello Esecutivo pur non avendo maturato, per quest’ultimo, né precedente “Propedeutica Competenza ed Esperienza”, né immediata Delega Popolare !!!

    Circa la Scienza, basta ricordare che le Facoltà di Scienze dell’intera Università Italiana non hanno mai pensato di darsi un “Ordine”, di istituire un proprio “Ordine” (come ad esempio le Facoltà d’Ingegneria e/o di Medicina e Chirurgia le quali senza Scienza non esisterebbero nemmeno) con tanto di Esami di Stato finali per ciascuna disciplina (ovvero: ci sono per Biologia, Chimica e Farmacia ma non per Matematica, Fisica, Informatica, ecc.) e continuano ad istituire Corsi di Laurea Breve e Magistrale, senza mai raccordare le rispettive Classi di Laurea agli opportuni Esercizi Professionali nonché alle Attività Economica esercitabili in maniera individuale e/o collettiva.

    Morale: andrebbe istituito l’Ordine degli Scienziati ed andrebbe messe in “Terza Forma Normale” (cfr. Wikipedia alla voce: Normalizzazione (Informatica)) tutto l’universo delle Classi di Laurea, delle Professioni e delle Attività Economiche, per monitorarne costantemente l’Esercizio Qualitativo e Quantitativo.

    Potrebbe così accadere che qualche laureato in Scienze Politiche che senza aver fatto l’Assessore alla Sanità della sua Regione ha pensato saper Governare impeccabilmente l’intera Sanità Italiana … ci ripensi !!!

    Amen !!!
    Pro Sit !!!

    Object Oriented Analysis for Object Oriented Government !!!

    Jaba Daba Lux,
    Jaba Daba Lex,
    Jaba Daba Dux !!!

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