Tremonti detta i tempi: dopo le Regionali, via alla riforma del fisco

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Tremonti detta i tempi: dopo le Regionali, via alla riforma del fisco

18 Gennaio 2010

Le elezioni regionali segneranno il passaggio alla seconda parte della legislatura, quella della “fase 2”, che avvierà l’Italia lungo la strada del cambiamento. Il ministro dell’Economia Tremonti definisce l’appuntamento di marzo come “una sorta di elezione di medio termine, più o meno un referendum sul governo”, a cui seguirà  appunto “un periodo di quasi tre anni di tregua elettorale, un tempo politicamente lunghissimo, il tempo delle riforme”. Compresa quella del fisco, che il numero uno di via XX Settembre definisce "la riforma delle riforme".

Con l’intervista rilasciata domenica a Il Sole24ore, Tremonti restituisce chiarezza ai contorni del progetto fiscale del governo, annacquati dalla recente polemica sulle tasse. Il progetto che porterà a un nuovo sistema tributario compatibile con la riforma federalista, resta un piano di ampio respiro da mettere a punto nei tempi medio-lunghi della Legislatura. Le unghie del fisco verranno limate, ma la riforma si farà "non in termini di speculazione elettorale o di avventurismo demenziale ma in termini di vero riformismo", ha detto Tremonti. E se nell’immediato è impossibile ridurre la pressione fiscale, "non è affatto escluso che nel tempo a venire si possano aprire finestre di opportunità per riduzioni fiscali". Opportunità che dovranno, comunque, essere sottoposte "al vincolo della disciplina del bilancio".

Nello specifico, "la riforma si finanzierà anche al suo interno, spostando il prelievo ed eliminando gli eccessi di complicazione". Quanto al metodo, sarà quello del confronto. "All’Aquila si terrà il coordinamento dei lavori – ha affermato Tremonti – si raccoglieranno carte ed idee, si ascolteranno tutte le istituzioni interessate". E guai a parlare di immobilismo o rallentismo: si tratta di "positiva determinazione del fare".

D’accordo con il numero uno di via XX Settembre, i ministri della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e per la Semplificazione, Roberto Calderoli. Il primo: “Se il Pil del 2010 resterà, come previsto, su livelli attorno all’1%, non è possibile una riduzione fiscale. Appena il reddito inizierà ad avere andamenti stabili sul 2%, sarà invece possibile un taglio delle tasse” ha precisato prima di mandare una stoccatina ai “bamboccioni”. “La semplificazione del fisco e la riduzione delle tasse sono nel contratto elettorale che abbiamo sottoscritto con il Paese – ha detto Calderoli –  e i contratti vanno rispettati, entro la fine della legislatura”.

Critica, invece, l’opposizione. Per Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd “Tremonti ha inventato un nuovo genere letterario: la lenzuolata auto-celebrativa”. Secondo il responsabile economico dell’Udc, Gian Luca Galletti, c’è un’ assenza: “In due pagine di intervista il ministro non ritiene opportuno citare mai la famiglia”. Alle 19,30 (ancora in tempo utile per finire nel secondo "riepilogativo" dell’Ansa), arriva anche l’immancabile – e  “colorata” – reazione dell’Idv, che attraverso  il suo responsabile Welfare e Lavoro fa sapere: “Eravamo d’accordo con Tremonti nel non affidarci a economisti e astrologi nella gestione della crisi, ora però lui stesso si trasforma in mago Merlino”. Il riferimento del partito di Di Pietro più che ai temi economici è relativo alla “tregua elettorale” citata da Tremonti per indicare il periodo che andrà dalle elezioni regionali alla fine della Legislatura. “L’impressione è che nel centrodestra ci sia un distacco dal Paese reale tale da rendere prevedibile a breve una crisi politica profonda, che non esclude verifiche elettorali ben più avvicinate”, ha insistito l’esponente dell’Idv riferendosi alla possibilità di  elezioni anticipate.

Poi il fronte sindacale. Per la Cgil il governo “non ha alcuna intenzione di ridurre le tasse ai lavoratori, ai pensionati e alle famiglie in difficoltà nel corso dell’anno e con tutta probabilità neanche in quelli successivi”. La Uil: “C’è spazio per un intervento a favore dei lavoratori e pensionati che può aiutare concretamente la ripresa”, mentre la Cisl punta sulla sintonia dimostrata dal ministro sulla tassazione dei consumi. “Se Tremonti condivide con la Cisl la necessità di spostare il reddito da lavoro dipendente ai consumi, questo ci permette di immaginare che parte delle risorse si possono trovare già all’interno dell’attuale sistema, senza trovare altre risorse e, quindi, prevedere che, almeno parte dei cambiamenti del sistema possa essere fatto con tempi più brevi”.