Tremonti pensa ai soldi europei per la crisi ma le Regioni protestano

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Tremonti pensa ai soldi europei per la crisi ma le Regioni protestano

21 Novembre 2008

Sulla nuova programmazione dei fondi strutturali 2007-2013 l’Italia ha dichiarato pagamenti per circa 144 milioni di euro, ovvero soltanto lo 0,3% degli stanziamenti assegnati ai 28 programmi che compongono il Quadro Strategico Nazionale. Impegnare il massimo di risorse in modo da finanziare interventi in funzione anticiclica potrebbe essere una soluzione. Per accelerare l’esecuzione e spendere tutto e soprattutto spendere in modo soddisfacente per recuperare il ritardo che abbiamo accumulato nella spesa delle prime tranches dei 43 miliardi di fondi stanziati per il 2007-2013 è importante aumentare la capacità di passare dalla programmazione economica e finanziaria all’attuazione delle politiche. Al 31 dicembre scatterà infatti il "disimpegno automatico" degli ultimi fondi della passata programmazione e tutte le risorse non spese e certificate alla Commissione europea dovranno essere, per la regola del disimpegno automatico, restituite a Bruxelles.

Se siamo arrivati al rush finale per la spesa degli ultimi fondi 2000- 2006, l’attuazione dei programmi 2007-2013 è in forte ritardo tant’è che in Commissione europea sono stati notificati bandi per 144 milioni di euro appena. I programmi per andare a regime devono avere un’uscita di cassa annuale pari a una tranche annuale del piano finanziario (+/- 15%), entro i primi mesi del 2009. Al contrario quei programmi che non riusciranno a raggiungere questo ritmo subiranno ritardi e soffriranno ogni tipo di sollecitazione, con conseguente ricerca spasmodica di spesa (come principale obiettivo) da certificare per evitare i disimpegni automatici. Occorrerebbe quindi far coincidere il ciclo progettuale degli interventi con il ciclo finanziario della spesa.

Il QSN (Quadro Strategico Nazionale) 2007-2013 dell’Italia ha una dotazione finanziaria pubblica di circa 43 miliardi di euro, cioè circa 6 miliardi di euro/anno fondamentale concretizzare interventi entro gennaio/febbraio per un importo di almeno 20 miliardi di euro (tranches finanziarie 2007-2008-2009). In ogni amministrazione pubblica, centrale o locale, sarebbe sufficiente elaborare e rispettare una tempistica di ogni attività prevista dai Programmi Operativi. Per ogni tappa procedurale (selezione progetti, bandi, gare, ecc.) va indicata la data prevista, a cui segue, necessariamente, un monitoraggio settimanale degli scadenzari procedurali. Il controllo dell’autorità politica sul processo di attuazione dei programmi, la vigilanza sul rispetto della tempistica degli enti intermedi, l’intervento tempestivo per sbloccare situazioni difficili non potrebbe avvenire altrimenti. Si aggiunga a tutto ciò la battaglia sul c.d. tesoretto delle risorse FAS (fondo – nazionale – aree sottoutilizzate meglio definito come Fondo nazionale pluriennale per lo sviluppo), tenendo ben presente che la politica regionale deve essere aggiuntiva e le politiche ordinarie devono integrarsi con essa sia a livello nazionale che a livello regionale.

I principi della governance multilivello cui è ispirata la politica regionale, nazionale, e comunitaria richiedono una robusta attività di coordinamento. Le regioni sentono quasi come un esproprio quello previsto dal Governo nella rimodulazione del FAS a favore del Fondo infrastrutture strategiche (FIS). Si tratta di rideterminare circa 12,7 miliardi di euro che il Governo sommerebbe all’altra dote da ricomprendere nel pacchetto di aiuti all’economia, soprattutto con nuovi investimenti in opere c.d. strategiche. Si dovrebbe arrivare intorno ai 20 miliardi di euro. La settimana prossima il CIPE dovrà deliberare su un intervento di 16,6 miliardi di euro di cui 12,7 dal FAS e circa 4 miliardi sul project financing per infrastrutture.  La crisi economica attuale impone una sana gestione della spesa delle risorse UE e nazionali dando priorità agli interventi strategici, proprio quelli che il CIPE dovrà esaminare il prossimo mercoledì. Con riferimento al periodo di programmazione 2007-2013, le risorse aggiuntive del Fondo per le aree sottoutilizzate sono pari a 63.273 milioni di euro costituendo, tale importo, l’ammontare ripartibile recato legge finanziaria per il 2007 al netto dell’importo di 1.106 milioni di euro già assegnato dal CIPE con la delibera n. 50/2007 alla copertura dei tagli e degli accantonamenti disposti dalla stessa legge finanziaria 2007. La ripartizione di tali risorse dovrà essere in linea con la strategia, i criteri e le finalità del QSN e nel rispetto del consolidato criterio di ripartizione tra le macroaree del Centro-Nord e del Mezzogiorno nella misura, rispettivamente, del 15 e dell’85 per cento.

Si dovrà avere particolare riguardo alle azioni-cardine e agli esiti della cooperazione istituzionale proprio per evidenziarne il risultato conseguito in termini di prodotto per i beneficiari destinatari e l’impatto socio-economico e ambientale sul contesto territoriale. La sfida a livello regionale questa volta sarà quella di verificare la rispondenza totale o parziale degli interventi agli obiettivi di realizzazione fisica e di risultato di servizio che i Programmi si proponevano di conseguire attraverso la loro realizzazione. La ricreazione è finita!