Home News Tremonti tiene i conti in ordine ma ora faccia chiarezza sul “caso Milanese”

La Bce fiduciosa per l'Italia

Tremonti tiene i conti in ordine ma ora faccia chiarezza sul “caso Milanese”

5
9

Che Giulio Tremonti abbia carattere, oltre a enormi conoscenze in campo economico e finanziario, nessuno lo ha mai messo in dubbio. È addirittura bipartisan – cosa rarissima in questa Italia politicante – l’opinione secondo cui senza un uomo della sua fermezza a capo del dicastero dell’Economia a quest’ora staremmo elemosinando denari in giro per l’Europa.

Insomma, la sua competenza, la sua freddezza, il suo esasperato decisionismo fino a questo momento hanno costituito un notevole asset per l'atipica impalcatura economica italiana. La battaglia del professore di Sondrio, finalizzata a garantire l’autonomia del sistema economico italiano, consentendoci per ora di essere ancora i maggiori responsabili del nostro futuro, si è sostanziata in un documento di manovra economica quadriennale contente una serie di misure decisamente drastiche. Nello specifico le scelte operate dal ministro possono essere – come ovvio – più o meno condivisibili, possono scatenare indignazione, rassegnazione, delusione, rabbia o sfiducia – e chi scrive ha provato un paio di queste sensazioni su alcuni punti della manovra.

Quello che però deve essere riconosciuto al terribile genio di Tremonti è che, in un’Italia dove l’immobilismo gattopardesco sembra ancora rappresentare l’asse portante del fare politica, se non altro ha compiuto un passo in avanti. E questo non è un aspetto da sottovalutare. In campo economico infatti oggi più che mai conta dimostrare ai mercati, agli altri stati sovrani, agli investitori istituzionali che il Paese si sta muovendo. Questo non vuole certamente dire muoversi tanto per muoversi. Ma non vuole nemmeno dire stare troppo fermi a ragionare. Il mondo si muove in una direzione completamente differente rispetto anche solo a dieci anni fa. Le economie cardine non sono più (solo) quelle occidentali e le spinte della globalizzazione costringono all’attuazione di politiche economiche sempre più rapide e flessibili. In un tale contesto è chiaro che un Paese noto per le tante parole e le poche decisioni si sarebbe trovato in difficoltà, principalmente per i preoccupanti indicatori debitori che abbiamo più volte avuto modo di affrontare. A togliere le castagne dal fuoco durante la crisi ci ha pensato "SuperGiulio", con scelte criticate in Italia ma unanimemente molto apprezzate all’estero. La Grecia affonda? La prossima sarà l’Italia, dicevano le solite civette. Il Portogallo viene declassato? La prossima settimana tocca a noi, hanno recitato tutti gli iettatori nostrani.

Il punto sta tutto qui, dal momento che – come in tutte le peggiori crisi – in questo periodo nessuno si cura troppo dei dati economici strutturali ma al contrario i mercati sono mossi da sensazioni, paure, euforie assolutamente contingenti ed estemporanee, dato tutto questo si capisce come la mossa di Tremonti di dare un segnale forte e chiaro all’Europa – in primis – di forte proattività sia stata una scelta ben ponderata e che senza dubbio darà i suoi frutti. Nella giornata di venerdì già il governatore uscente di Bankitalia Draghi ha espresso il suo placet sulla manovra, così come la Bce si è mostrata compiaciuta e fiduciosa per il futuro dell’Italia.

Posto che tutto quello che abbiamo provato a riassumere si riduce a un significativo – benché momentaneo – pollice alzato nei confronti dei conti italiani e del suo agguerrito cerbero, arriviamo alle note dolenti. Tutto sarebbe perfetto se Tremonti riuscisse a mettere da parte un po’ del suo smisurato orgoglio. Tutto sarebbe ideale se riuscissimo a convincerlo che sappiamo che lui è il migliore, che ci fidiamo di lui e che non è necessario che si comporti sempre come il primo della classe.

Senza negare l’evidenza, in questo particolare momento storico, il responsabile dell’Economia ha tra le mani il timone di un transatlantico che deve passare per uno strettissimo canale. Tanto per fare un esempio del suo attuale ascendente sul mondo economico-finanziario quando nella giornata di venerdì i mercati hanno mal interpretato voci di possibili dimissioni da parte del ministro la Borsa Italiana ha perso oltre il 3 per cento, con le banche al di sopra del 5. Questo è un segnale che dobbiamo tutti essere in grado di cogliere.

Tremonti è travolto da un potenziale scandalo. La vicenda Milanese potrebbe essere un brutto scivolone. Senza dubbio ha instillato in tutti il tarlo del sospetto. E ora non possiamo proprio permetterci di avere alla guida della nave un abile capitano sul cui conto girano strane voci. Tremonti chiarisca al più presto. Sia decisionista anche in questo caso. Prenda la racchetta in pugno e scaraventi le palline infuocate del sospetto e della malizia il più lontane possibile da lui e da noi. Più velocemente lo farà, più difficile per gli altri sarà affondare questo pazzo transatlantico Italia.

  •  
  •  

5 COMMENTS

  1. Ma qualcuno di centro-destra lo vuole scrivere?
    Forse sarebbe opportuno scrivere un articolo su Berlusconi e non su Tremonti. Forse è il primo, e non il secondo, a dover offrire spiegazioni su tutte le discutibili vicende che lo hanno lambito in questi anni.
    Forse sarebbe il caso che qualcuno invitasse il nostro leader ad uscire dal bunker nel quale si rifugia quando grandina, magari portando sul tavolo qualche buona proposta, invece di far trapelare sui giornali che è interessato più al consenso e meno al rigore dei conti.
    D’altronde la parola leader non gli calza più a pennello: mai si è visto qualcuno che ambisca a tale titolo rimanere in un assordante silenzio in un momento così delicato per il paese, al fine, testuali parole, “di evitare di fare danni”.
    Un furente elettore di centro-destra

  2. il problema è la spesa pubblica
    Tremonti è una delusione totale senza appello.
    Una manovra che alza le tasse e che non taglia minimamente la spesa pubblica.
    La realtà è che l’Italia è nella stessa situazione dell’Argentina e della Grecia: un paese socialista e spendaccione che crea spesa pubblica e che ha ancorato la propria moneta ad una valuta forte.
    Questa situazione è destinata ad esplodere per quante manovre alla Visco si facciano.
    Si possono anche esproprriare i risparmiatori italiani per alimentare uno stato socialista, ma alla fine la situazione non cambia.
    L’Italia deve tornare all lira e la Grecia alla dracma.
    Solo con una valuta debole le inefficienze e storture di uno stato socialista che nutre la spesa pubblica si scaricano. Senza questa valvola, il sistema esplode.
    Se Tremonti non ha capito questo vuole dire che è meglio che torni a fare il commercialista.
    Il mio augurio è che si stia seriamente lavorando per implementare efficacemente una nuova moneta per l’Italia. Si lavori pure in silenzio, ma spero che almeno si lavori su questo.
    Altrimenti siamo finiti.

  3. Punire gli innocenti, premiare i colpevoli
    La manovra è un successo, i conti sono in ordine? Beh, dall’andamento della Borsa non mi pare. E dove sono finiti tutti quelli che parlavano di spread BTP-BUND fino a qualche giorno fa? La fiducia del mondo in Berlusconi? IO non ho fatto investimenti spericolati, IO non ho provocato la crisi, IO non ho speso più di quanto guadagnassi. Le banche vengono premiate: ed io, invece, oggi mi trovo con una supertassa sui depositi, a pagare il conto per tutti quelli che (Marcegaglia, Montezemolo, Elkann, Agnelli e Confindustria varia) hanno provocato il disastro, ma hanno dalla loro parte i giornali. Loro i soldi li hanno portati all’estero (ammissione della figlia di Agnelli prima che il coro unanime dei giornalisti amici la zittisse e la vicenda venisse insabbiata); e Tremonti ha deciso che, visto che i soldi li ho io, sono io a dover pagare. La mia voce non conta, e su questo ha perfettamente ragione: conta il mio voto, ma soprattutto le mie azioni. Mie e di quelli che, come me, in questi giorni stanno vendendo i loro BTP e usando la legge comunitaria per portare i soldi all’estero. Scommetto che, solo per l’aumento degli interessi, la manovra è già un fiasco. Sarà bello leggere sui libri di storia di come il governo Berlusconi ha provocato il crollo dell’Italia. Per intanto, ci vediamo alle prossime elezioni. UN EX ELETTORE DEL CENTRO DESTRA.

  4. E vai con le tasse
    E quindi invece che tagliare i finanziamenti pubblici ai partiti (un miliardo di euro), abolire le provincie (come da programma), abolire il valore legale dei titoli di studio (anche questo punto nel programma) , abolire la casta dei notai liberalizzando la professione (questa come i dentisti e tanti altri .. tutte cose a costo zero) cosa fa il nostro buon Tremonti? Tassa i Suv, Tassa le pensioni, Tassa i depositi cpnto titoli, aumenta le tasse a banche ed assicurazioni, aggiunge accise sulla benzina con la scusa degli sbarchi a Lampedusa, … obbliga al pagamento via carta di credito delle cifre superiori a 500 euro etc etc …. (ma siamo sicuri che non sia Visco?) Ma fate veramente pena … uno vi vota per tagliare le tasse , liberalizzare il mercato e tagliare le spese statali e cosa si ritrova? Una finanziaria degna di D’Alema & CO…. se c’era ancora un dubbio che un partito liberale esisteva in Italia voi lo avete definitivamente fugato …. FATE PENA!

  5. La disfatta
    Subito dopo il disastro di Caporetto, si diffuse in mezzo ai soldati la leggenda che il crollo lo avessero provocato loro, per poter far finire la guerra e tornare a casa.
    Oggi sappiamo tutti benissimo che non era così: Caporetto era una battaglia che abbiamo perso, che ha reso il nostro paese vulnerabile e ha rischiato di farci perdere il conflitto. E’ stata la resistenza, è stato il Piave che ci ha salvati – ed ironia della storia, che ha permesso ai soldati di ritornare a casa.
    Non sono uno speculatore, un NO TAX man e pago come tutti voi. Ho un deposito titoli su cui ho qualche migliaio di euro. Non sono ricco, né uno speculatore, né un’evasore. Probabilmente, il 68% di voi che mi leggete sta meglio di me, economicamente. Tra l’altro sono disoccupato, e laureato. Come sapete per avermi già letto, in Ingegneria.
    La manovra di Tremonti è scandalosa? Per intanto, io ho trovato che è diluita negli anni. Siamo in emergenza: se passiamo questo momento, ci sarà tempo e modo di modificarla. Ma questo non è il momento per dirlo: possiamo salvarci solo ostentando rigore, e fermezza.
    Berlusconi non può dire queste cose: le dico io, che – tanto – non conto un cazzo!
    Adda’ passa’ ‘a nuttata: ma la notte non passerà, se non resteremo uniti e solidali, accettando questa stangata per il bene del nostro paese. Ben sapendo che comunque altri approfitteranno dei nostri sacrifici.
    Bisogna scegliere tra una situazione sgradevole ed una distruttiva.
    Per quello che mi riguarda, io ho già scelto.

Aggiungi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here