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Vicino l'accordo con Barak

Tzippi Livni è pronta a governare ma con Israele non sarà una luna di miele

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Gerusalemme. Una cinquantenne, una new comer delle politica, diventerà la donna più potente del Medio oriente? Forse il primo a stupirsene sarebbe proprio il suo mentore, Ariel Sharon, lui che, sostengono i maligni, l’avrebbe messa sotto la sua ala protettiva solo perchè non sopportava altre donne e una doveva pur adottarla. 

Eppure, Tzippi Livni sembra avviata a vincere la corsa ad ostacoli lunga un mese e sedersi sulla poltrona più importante e insidiosa d’Israele, quella del premier, a meno di 10 anni dal  suo ingresso in politica. Paradossalmente, la vittoria di misura nelle primarie di Kadima, una manciata di voti, 400, sullo sfidante Shaul Mofaz, ha reso più probabile la prospettiva di un nuovo governo, e più lontana quella delle elezioni anticipate. L’attuale ministro degli Esteri, alla guida di un partito diviso, e con una risicata maggioranza dalla sua parte, si è resa conto di aver bisogno di dimostrare le sue capacità prima di affrontare alle urne il navigato Benjamin Netaniahu. Una consapevolezza che la spinge a smussare gli angoli e a cercare un compromesso con i potenziali partner di governo. Lo si è visto nell’incontro con l’uomo che detiene le chiavi del futuro governo, Ehud Barak. Tzippi Livni sembra ora propensa ad offrire una vera partnership al leader laburista, che chiede arrosto, non fumo: un ruolo guida nei futuri negoziati con la Siria. Parallelamente, la Livni si è mostrata più possibilista che in passato ad esaminare le onerose richieste di un altro riottoso alleato della passata coalizione, il partito ultraortodosso Shas, che chiede il ripristino, almeno parziale, dei sussidi per famiglie numerose, tagliati con l’accetta da Netaniahu nel 2002, quando  era ministro delle Finanze. 

Se a Gerusalemme i principali analisti sono ora pronti a scommettere sulla nascita di un governo Livni, i giudizi sono molto più cauti sulla sua durata. Il vero banco di prova per la donna che Barak ha chiamato col nome intero, Tzippora, che in ebraico suona “old fashion”, e ha accusato di non essere capace di una decisione “né alle 3 di notte né alle tre del pomeriggio”, sarà la gestione delle  crisi prossime venture su questioni legate alla sicurezza. Che ce ne saranno, nessuno dubita. La Striscia di Gaza è una polveriera. Gilad Shalit è ancora ostaggio di Hamas. Gli Hetzbollah sono diventati partito di governo in Libano. Gerusalemme Est è terreno di coltura dell’islam più radicale. Senza parlare dell’Iran e del suo programma nucleare. 

Non c’è Paese al mondo dove la popolarità è più volatile. Olmert, che aveva portato Kadima orfana del suo fondatore, Sharon, alla vittoria, nella primavera del 2005, nell’estate dello stesso anno è sprofondato negli inferi a causa del deludente esito della guerra in Libano. Tzippi Livni sarà doppiamente sotto analisi, vista la sua relativa inesperienza sottolineata ripetutamente da avversari e rivali. 

Una cosa è certa: se diventerà premier, la Livni non può contare neppure su un barlume di luna di miele. Lei ne è pienamente consapevole, e per evitare passi falsi ha arruolato nella sua squadra politici e consiglieri navigati: il Ministro delle Finanze, Roni Bar Or, e Tzachi Hanegbi, che l’hanno accompagnata mano nella mano alla conquista di Kadima. E ha anche  ricostruito il cosiddetto “gruppo del ranch”, composto dai più fidati collaboratori di Sharon, che si ritrovavano ogni fine settimana nel suo ranch nel Negev: Eyal Arad, Reuven Adler, Lior Horev. Anche la direzione di marcia è quella tracciata da Sharon: cambiare lo status quo, percepito come una minaccia agli interessi strategici di Israele. Non è un caso che alle cene elettorali organizzate durante le primarie in favore della Livni sono stati visti quasi tutti i più potenti esponenti del mondo della finanza e dell’economia israeliano. “Il tempo non gioca a nostro favore”, ha detto Tzippi Livni nella sua ultima conferenza stampa, riferendosi ai negoziati di pace con i palestinesi. Se riuscirà a divenire premier, dovrà procedere lungo questo stretto sentiero, pieno di mortali insidie.

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