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Yanukovich grande favorito

Ucraina, tutto pronto per il ballottaggio tra nuovi equilibri e rischio d’instabilità

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L’Ucraina si prepara al voto finale per eleggere il nuovo presidente. Le previsioni sono concordi nell’indicare un vincente, ma Kiev è avvolta da un clima di tensione per la concreta ipotesi di proteste di piazza.

Sulla scheda elettorale il duello sarà tra Viktor Yanukovich (35% al primo turno), leader storico del partito filo-russo, e l’attuale primo ministro Yulia Tymoshenko (25%), a capo di un blocco politico che riprende alcune istanze della rivoluzione arancione attenuandole in una visione più moderata ma anche più ambigua. Così configurata, questa scelta esprime già l’avvenuto spostamento ad Est del baricentro del potere. Nonostante l’Ucraina sia tutt’ora colpita da una violenta crisi economica, la campagna elettorale è stata fortemente centrata sulle rivalità personali, sul ripristino scontato di buoni rapporti con la Russia e su una sostanziale bocciatura della politica filo-occidentale perseguita dal presidente Yushchenko, che ha raccolto un misero 5,4% dei voti al primo turno.

Da una parte le previsioni sorridono a Yanukovich, anche perché il terzo arrivato, Sergei Tigipko, oltre il 13% al primo turno, e anche alla sua prima campagna presidenziale, alla fine non si è schierato con la Tymoshenko – forse per mantenere buoni rapporti con Yanukovich e confermare l’indiscrezione per cui Tigipko sarebbe tra i papabili per diventare il nuovo primo ministro dopo le prossime elezioni anticipate. Ufficialmente Tigipko ha lasciato libertà di scelta ai suoi elettori. Ma un suo pronunciamento a favore della Tymoshenko avrebbe potuto seriamente danneggiare Yanukovich, perché avrebbe ripianato il divario di circa dieci punti del premier rispetto a Yanukovich.

Dall’altra parte questa rapida semplificazione degli schieramenti pone una serie di incognite sulla transizione al nuovo equilibrio di potere. Secondo il ministero degli interni stanno confluendo a Kiev oltre duemila ex agenti di polizia e di sicurezza impegnati come servizio d’ordine per Yanukovich. C’è il sospetto che formino una milizia occulta pronta ad attivarsi in caso di scontri o contestazioni, come nel 2004 con Yushchenko. Inoltre oltre 250 militanti del partito filo-russo si sono già accampati di fronte alla sede della Commissione Elettorale Centrale.

Yanukovich è forte dei suoi padrini al Cremlino, di un solido radicamento territoriale nelle regioni orientali dell’Ucraina, dove vive la maggior parte della popolazione etnicamente russa (quasi il 20% della popolazione) e anche delle contraddizioni di un premier, la Tymoshenko, che non sempre ha abbinato la sua abilità retorica e la sua appariscenza personale con sostanziali risultati nell’azione di governo. Ma gestire il potere in Ucraina è come salire su un ottovolante impazzito, per usare la metafora del principale quotidiano nazionale. Ristabilire un nuovo equilibrio diventa la vera sfida per il vincitore.

Sebbene dato per vincente, Yanukovich ha rifiutato il confronto televisivo finale con la Tymoshenko. Le sue note gaffes lo avrebbero ridicolizzato di fronte alla verve della Tymoshenko. A parte questa tattica da marketing elettorale, Yanukovich ha già elaborato un piano decennale per coprire due mandati presidenziali consecutivi. Alla Tymoshenko non resta che ravvivare le coscienze con il mito della “maidan”, la “piazza”, che è la Maidan Nezalezhnosti, la piazza dell’indipendenza a Kyiv  occupata nel 2004 dalle folle arancioni contro la vittoria-truffa di Yanukovich.

Eppure all’ultimo minuto i superstiti della rivoluzione arancione che credono nella Tymoshenko hanno trovato un inaspettato motivo di mobilitazione. Due giorni prima del voto, su richiesta del partito di Yanukovich, il parlamento ha approvato una serie di emendamenti alla legge elettorale. In sintesi: se i candidati non provvedono a nominare i propri rappresentanti in ogni commissione elettorale, lo faranno i consigli locali. Inoltre è stato abrogato il quorum per la composizione delle stesse commissioni elettorali. In questo modo i partiti più organizzati sul territorio avranno più chances di controllare le operazioni di voto. Tutto ciò va contro gli interessi della Tymoshenko, dal forte carisma ma dalla debole struttura di partito. Ma c’è un ulteriore fattore che confonde l’elettorato e lo dissuade dall’attivarsi: gli emendamenti sono stati approvati dal presidente Yushchenko, in un capovolgimento di fronti che lo ha portato ad appoggiare il suo rivale storico.

Il vero ballottaggio sarà tra una transizione pacifica ad un nuovo equilibrio di poteri e una reazione violenta contro i risultati del voto. E’ l’ottovolante impazzito, metafora di un’Ucraina in cronico deficit di stabilità e di un potere forte – anche se troppo, almeno in base agli standard occidentali.     

 

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2 COMMENTS

  1. Yanukovich sta a Yushchenko come Putin sta a Eltsin
    Yanukovich è destinato a rimpiazzare e superare Yushchenko e Tymoshenko così come Putin ha rimpiazzato e superato Eltsin. Il passaggio del testimone potrebbe essere meno piano, ma penso che Yanukovich, ammaestrato dall’esperienza precedente, abbia tutti i modi per cautelarsi da una nuova truffa elettorale.

  2. Berlusconi sarà tutto
    Berlusconi sarà tutto contento.La strategia putiniana, da lui tanto condivisa, va avanti che è una bellezza.

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