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Al tavolo anche Usa e Ue

Un altro incontro fra Russia e Georgia ma Putin vuole lo status quo

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Il sedicesimo round del negoziato di Ginevra tra la Georgia e la Russia é finito il 7 giugno senza alcun esito positivo per la Georgia. Considerando il fatto che quest'ultimo era solo una piccola puntata di una lunga saga di incontri travagliati, é necessaria un'analisi più approfondita e dettagliata.

"Il Negoziato di Ginevra" é uno strumento preposto ed organizzato dalla comunità internazionale dopo la guerra russo-georgiana del 2008 che sarebbe dovuta servire da road map verso la normalizzazione dei rapporti tra questi due stati che sono in conflitto acceso da 1992.

In questo formato, insieme alla Russia e la Georgia, sono presenti anche due autorevoli intermediari, gli Usa e l'Ue, che aiutano e facilitano il processo in generale. La Russia, da parte sua, fa partecipare anche i cosiddetti rappresentanti dei territori occupati della Georgia (Abkhazia e Ossezia del sud) che ovviamente non sono una parte indipendente ma un supplemento alla delegazione russa, giacché loro non hanno nessuna autonomia di decisionismo ed eseguono alla lettera le indicazioni date dal Cremlino. Ogni singolo membro della delegazione delle regioni secessioniste è cittadino della Federazione Russa e di conseguenza tiene alla difesa dei propri interessi.

Durante l'incontro del 7 giugno si sono avute due posizioni, una proveniente dalla Georgia e l'altra dalla Russia. La Georgia ha minacciato di lasciare i negoziati del tutto se la Russia non smetterá di destabilizzare la zona. La delegazione georgiana si riferiva in particolare alla recente vicenda di ritrovamento dei materiali esplosivi vicino alla regione dell'Abkhazia che erano pronti a detonare. Dopo alcune analisi approfondite Tbilisi ha presentato le prove elettroniche e le intercettazioni ambientali in cui l'autenticità sarebbe validata anche dall'intelligence degli Usa e che condurebbe verso i servizi segreti russi. La Russia non ha dato la risposta all'accusa Georgiana ma sembra che fará una dichiarazione ufficiale tra breve.

Invece la Russia ha ribadito il suo no agli osservatori europei che chiedevano e chiedono tutt'ora un accesso illimitato sull'intero territorio georgiano, comprese l'Abkhazia e l'Ossezia del sud.

Mosca, da parte sua, cerca solo di resistere alle pressioni politiche, poiché è interessata a mantenere più a lungo possibile lo status quo attuale e a lasciare i territori occupati fuori dal controllo di Tbilisi. Di conseguenza essa non può agire in maniera costruttiva, altrimenti avrebbe tutto da perdere. Il Cremlino sa che anche la minima concessione politica distruggerebbe tutto il suo impegno passato e si ritroverebbe costretto a de-occupare entrambe le regioni. Mentre oggi la situazione attuale sta già servendo il suo scopo principale, che mira soprattutto a bloccare l'adesione della Georgia alla Nato minando la sua integrità territoriale.

Si può affermare con assoluta convinzione (numerosi politici russi di altissimo rango lo ammettono apertamente) che alla Russia non interessa nulla dei territori georgiani dell'Abkhazia e dell'Ossezia del sud. Essi sono solo utili strumenti nella mano del Cremlino per "trattenere" la Georgia all'interno della sua sfera d'influenza. Di conseguenza, il significato stesso del dialogo di Ginevra per la Russia é inaccettabile nel principio ma é stato costretto alla partecipazone dalla comunità internazionale. Considerati i fatti sovradescritti, nessuno deve aspettarsi delle concessioni reali e significative da parte della Russia. Sono ormai più di due anni che continua a bloccare il ritorno degli sfollati georgiani (inclusa le persone di etnia abkhaza e osseta) nelle loro case e impedisce l'accesso agli osservatori militari dell'Ue per verificare la situazione all'interno. Visto che lo strumento di ginevra non potrà mai garantire grandi progressi verso la de-occupazione della Georgia, esso viene usato esclusivamente come uno strumento per la prevenzione degli incidenti.

L'occupazione russa delle due regioni mediante il suo esercito ha creato numerosi problemi alla gente comune. Sono frequenti i sequestri e gli arresti (illegali) dei cittadini georgiani che inavvertitamente si trovano oltre la linea d'occupazione. Ci sono casi frequenti in cui i soldati russi hanno diviso addirittura i giardini e le case della gente che vive sulle frontiere amministrative delle due regioni. La gente comune non conosce e non ha mai conosciuto le frontiere interne del tutto artificiali e di conseguenza si trova spesso oltre la linea. Viaggiando in Georgia é possibile vedere la linea d'occupazione e rendersi conto della difficoltà della gente comune che vive nelle vicinanze di tali zone. Per adesso la diplomazia internazionale non é riuscita a risolvere la situazione, che dipende interamente dalla volontà politica di Mosca.

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