Un Zelensky per l’Iran, basta con la macelleria khomeinista

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Un Zelensky per l’Iran, basta con la macelleria khomeinista

Un Zelensky per l’Iran, basta con la macelleria khomeinista

20 Novembre 2022

L’Iran brucia. La situazione sembra sfuggire di mano ai clericofascisti. Le forze armate sparano sugli studenti delle scuole superiori. Le Ong continuano a pubblicare foto di minorenni ammazzati e giovani ragazze sparite dalla circolazione. Ci sono focolai di rivolta nelle principali città del Paese. Tra i manifestanti spuntano cartelli che invocano il cambio di regime.

L’inviato speciale americano di Biden per l’Iran, Malley, dice che gli Usa sosterranno tutto ciò che gli iraniani chiedono per il proprio Paese. Ma gli iraniani, giovani, donne, vogliono esattamente questo, liberarsi dal regime. Quindi Malley non ha capito cosa sta succedendo in Iran. Da due mesi, dopo la morte di Mahsa Amini, la ragazza arrestata e morta in carcere per aver indossato male il velo, vediamo iraniani coraggiosi che si battono per la libertà.

I leader occidentali non fanno nulla. Non fanno nulla come non hanno fatto nulla in Afghanistan, dove ci siamo ritirati in modo vergognoso lasciando il Paese in mano ai terroristi islamici. Non fanno nulla in Iran per sostenere realmente chi si sta ribellando a quasi cinquant’anni di oppressione religiosa. Ci manca solo che le Guardie della Rivoluzione, i militari, prendano il controllo del Paese scaricando gli ayatollah incapaci di contenere il caos. Pronti ad attaccare Israele.

Ebbene, in Ucraina, l’Occidente ha trovato qualcuno che combatte per suo conto. Il presidente Zelensky. Gli abbiamo dato armi per combattere al posto nostro, cioè per difendere i confini dell’Europa. Ora che sta vincendo, da solo, ci lamentiamo per il prezzo delle bollette. La NATO non ha imposto una no-fly zone sulla Ucraina che continua ad essere bombardata dagli invasori. Manifestiamo contro le fosse comuni e gli stupri di guerra ma senza fare nulla di concreto.

Putin resta al suo posto. Khamenei resta al suo posto. Speriamo solo che i coraggiosi iraniani che si ribellano, per la terza volta negli ultimi vent’anni, trovino il loro Zelensky. Visto che li abbiamo lasciati soli, come gli ucraini o gli afghani. Un Zelensky per l’Iran.