Un’antica nave romana ha attraccato nel porto di Ostia duemila anni fa

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Un’antica nave romana ha attraccato nel porto di Ostia duemila anni fa

01 Maggio 2011

La scoperta risale a un mese fa, ma solo adesso la Soprintendenza per i beni archeologici di Roma ha reso noto l’eccezionale ritrovamento: un’antica nave romana probabilmente risalente al I secolo dopo Cristo, preservata per oltre duemila anni da uno strato di quattro metri di fango e argilla, è riemersa nell’antico porto di Ostia nel corso degli scavi per il raddoppio del ponte della Scafa.

Per ora sono visibili 11 metri di fiancata in legno assieme a resti di cordame e anfore, mentre poppa e prua rimangono ancora celate, ma le aspettative degli archeologi sono grandi. Potrebbe trattarsi di una nave spiaggiata a seguito di una tempesta o di una piena, ma forte è anche l’ipotesi che ci si possa trovare di fronte all’esistenza di un terzo bacino portuale accanto a quelli noti di Claudio e Traiano.

La risposta la si avrà con il proseguimento degli scavi, quando sarà chiaro se si tratta di un natante isolato o se ne riaffioreranno degli altri. Per il momento lo strato superficiale rimosso riporta un accumulo di materiale che induce a pensare a una frequentazione del sito almeno sino al IV secolo d.C., mentre il fatto che nel fasciame non siano presenti chiodi o altri elementi ferrosi consente di datare con precisione l’imbarcazione alla prima età imperiale.

Terminata la fase di scavi, che comporterà un rallentamento della realizzazione dell’infrastruttura viaria che collega il XX municipio della Capitale con Fiumicino, si porrà il problema della conservazione – il legno antico ha bisogno di una costante umidificazione – e della valorizzazione dei ritrovamenti. Già alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, durante i lavori per l’aeroporto Leonardo da Vinci, furono rinvenuti i resti di sette antiche barche romane, esposte dal 1979 nel Museo delle Navi di Fiumicino. Una struttura chiusa dal 2002 per ristrutturazione, che si spera possa al più presto riaprire anche sull’onda del nuovo interesse suscitato da quest’ultimo ritrovamento.