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Usa, gli intellettuali di sinistra aprono le porte ad Ahmadinejad

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Un portavoce della missione iraniana alle Nazioni Unite ha dichiarato che il presidente Ahmadinejad non visiterà Ground Zero. Nel corso del suo viaggio a New York per partecipare all'Assemblea Generale dell'Onu, Ahmadinejad, a capo di un paese che è uno dei maggiori sponsor del terrorismo islamico, voleva fare una gita turistica la mattina di lunedì al World Trade Center, proprio dove quasi tremila innocenti sono stati uccisi dal peggior attacco terroristico della storia americana. Il sindaco Bloomberg ha detto che la sua visita sarebbe stata “inopportuna” e che “sarebbe un oltraggio e non ci aspettiamo che ci si rechi”. Al leader iraniano verrà fornita protezione perché esiste un accordo con le Nazioni Unite che lo provede. Poco dopo il capo del Dipartimento di polizia di New York, Ray Kelly, ha ribadito che non sarà permesso ad Ahmadinejad di recarsi a Ground Zero. Diverse autorità della città, tra cui i senatori Hillary Clinton e Chuck Schumer, si sono detti scioccati e oltraggiati dai suoi piani così come molti newyorkesi e americani.

Eppure, quando in un’intervista rilasciata al programma televisivo 60 minutes sulla CBS, il reporter gli ha chiesto se non trovasse offensiva una sua visita al Word Trade Center, il presidente ha mostrato persino stupore. E quando gli è stato spiegato che gli americani sono convinti che il suo paese è una nazione terroristica che esporta terrorismo nel mondo e che la sua visita farebbe infuriare molti cittadini statunitensi, il presidente ha ribattuto: “Sono incredulo. Come fa lei a parlare per tutta la nazione americana?”. E ha poi insistito: “Lei rappresenta un media ed è un reporter. La nazione americana è fatta di 300 milioni di persone. Ci sono diversi punti di vista”.

Incurante dei sentimenti di una città e di un paese ancora feriti dall’undici settembre, di cui la sesta ricorrenza è caduta appena pochi giorni fa, la Columbia University accoglierà il presidente iraniano per un incontro con gli studenti. Ahmadinejad avrà un nuovo pubblico a cui raccontare la negazione dell’olocausto, le sue intenzioni di distruggere Israele e i suoi grandi piani di proliferazione nucleare. Lì farà comodamente la “photo op” con gli intellettuali occidentali, magari denunciando in coro la politica estera americana. Cosa guadagneranno gli studenti della Columbia? Il brivido di vedere un dittatore in carne ed ossa.

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