Viaggio in M.O. Papa: “Tra Chiesa e ebrei un vincolo inseparabile”
09 Maggio 2009
di Redazione
Il secondo giorno del viaggio del papa in Terra Santa è centrato sul dialogo interreligioso. Benedetto XVI compirà alla moschea Al Hussein di Amman, dove incontrerà anche i capi religiosi musulmani, il Corpo diplomatico e i rettori delle università giordane. Tra i capi religiosi presenti anche il principe Ghazi, cugino del re, suo consigliere per gli affari religiosi e tra i promotori della lettera "A common word" dei 138 ulema ai capi cristiani del settembre 2007.
La giornata del papa si è aperta dopo la messa in privato nella nunziatura di Amman, con la visita al Memoriale di Mosè sul Monte Nebo dove ha incontrato gli archeologi francescani, e ha poi benedetto la prima pietra dell’Università del patriarcato latino a Madaba. Dopo questi impegni del mattino e il pranzo in nunziatura Benedetto XVI, visiterà la cattedrale greco-melkita di San Giorgio e lì celebrerà i vespri.
"Nasca in ebrei e cristiani il desiderio di superare ogni ostacolo che si frappone alla riconciliazione tra loro, nel rispetto reciproco e nella cooperazione al servizio di quella pace alla quale la Parola di Dio ci chiama". È l’auspicio del papa, in visita al monte Nebo. Accolto dal generale dei frati minori Josè Rodriguez Carballo e accompagnato dal custode di Terrasanta Pierbattista Pizzaballa, il papa ha visitato il memoriale di Mosè, sul monte Nebo, e ne ha approfittato per ricordare "l’inseparabile vincolo che unisce la Chiesa al popolo ebreo".
Benedetto XVI è giunto sulla splendida terrazza naturale che affaccia sulla Terrasanta e la Giordania meridionale da dove Mosè ebbe la vista della terra promessa che non avrebbe mai raggiunto. "Sulle alture del monte Nebo – ha detto papa Ratzinger nel suo discorso in inglese – la memoria di Mosè ci invita a innalzare gli occhi e a guardare con fede e speranza al futuro che Dio ha in serbo per noi e per il mondo intero". "Sin dai primi tempi – ha ricordato – i cristiani sono venuti in pellegrinaggio ai luoghi associati alla storia del Popolo eletto, agli eventi della vita di Cristo e della Chiesa nascente".
"Qui, sulle orme degli innumerevoli pellegrini che ci hanno preceduto lungo i secoli – ha aggiunto – siamo spinti quasi come una sfida, ad apprezzare più pienamente il dono della nostra fede e a crescere in quella comunione che trascende ogni limite di lingua, di razza, di cultura". "L’antica tradizione di pellegrinaggio ai luoghi santi ci ricorda inoltre – ha proseguito – l’inseparabile vincolo che unisce la Chiesa al popolo ebreo".
Dopo aver ricordato che fin dagli inizi la Chiesa ha commemorato le "grandi figure dell’Antico Testamento quale segno di apprezzamento per l’unità dei due Testamenti", il papa ha auspicato: "Possa l’odierno nostro incontro ispirare in noi un rinnovato amore per il canone della Sacra Scrittura e il desiderio di superare ogni ostacolo che si frappone alla riconciliazione tra cristiani ed ebrei…". Benedetto XVI si è poi trattenuto alcuni minuti sulla terrazza, in una giornata un po’ velata e ventosa e, dopo essersi sottoposto ai flash dei fotografi, ha detto: "Ora lasciatemi guardare», concedendosi alcuni minuti di raccoglimento sulla piattaforma di roccia.
La stampa araba ha sottolineato oggi quanto detto da Benedetto XVI circa il "rispetto della comunità islamica", parole pronunciate dal papa ieri al suo arrivo in Giordania e trasmesse in diretta da molte tv arabe tra cui al Jazeera. "Il papa esprime il suo rispetto per i musulmani e l’Islam", è il titolo che rimbalza su molte testate mediorientali, dal quotidiano libanese an-Nahar al siriano Tishrin a ad al Watan (Emirati arabi uniti).
Come naturale sono proprio i giornali giordani, insieme a quelli libanesi dove la comunità cristiana è particolarmente numerosa e importante, quelli che dedicano maggiora spazio al viaggio papale, quasi sempre messo in prima pagina. E in Giordania – al-Rai, al-Dustour e il Jordan Times – in primo piano sono poste le affermazioni di re Abdallah II, che ha lanciato un appello al "dialogo tra le fedi". I giornali dell’area del Golfo mettono invece le notizie sulla visita di papa Ratzinger nelle pagine interne. Varie televisioni arabe, comprese le due più note satellitari, al Arabiya e al Jazeera, hanno trasmesso in diretta l’arrivo del papa nel regno hashemita.
