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Visco ha già nostalgia della poltrona

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A leggersi i titoli di Unità e Sole 24 Ore di giovedì c’è realmente da sganasciarsi dalle risate. L’Unità: “Vince la destra e riprende il vizio dell’evasione”. Il Sole: “Visco: ‘L’evasione è già in ripresa”.

Non è tutto: i due articoli che trattano della presentazione del Libro Bianco sull’IRPEF riportano abbondanti citazioni da Vincenzo Visco in persona che rasentano la fantascienza.

Come – commentando le entrate - “I primi tre mesi sono andati benissimo ma il quarto ho l’impressione che non andrà tanto bene, sarà meno brillante. Ci sono segnali di ripresa di mancata emissione di scontrini e ricevute già dall’inizio della crisi di Governo ma accelerati negli ultimi due mesi”.

Il Visco indovino, anche questa ci toccava. Manco è finito il mese di aprile, e lui già a predire impennate nell’evasione, professionisti che si tuffano voluttuosi nelle braccia della dea Evasione, cassieri stitici che durano fatica a farti lo scontrino, e chi più ne ha più ne metta.

Mentre sul “tesoretto”, il feticcio di cui si è fatto forte per tutti questi mesi, chiarisce prudentemente che bisogna aspettare i dati a consuntivo delle dichiarazioni…

Forse quelli di Visco sono solo gli ultimi spasmi di una fallimentare ideologia al potere. Secondo la quale a evadere è il popolo della partita IVA, mentre i dipendenti sono immacolati nella loro integrità fiscale.

Dimenticando che commercianti, ristoratori, professionisti – il famigerato popolo della partita IVA, per l’appunto - già da anni sono “catastalizzati” da studi di settore e infinite altre gabole che fanno loro maledire di avere partita IVA e stare in proprio. Mentre i dipendenti, Visco se lo è scordato, sono nelle condizioni perfette per affiancare un secondo lavoro rigorosamente in nero a quello in chiaro e, loro sì, evadere in santa pace.

Quel che è certo è che fino all’ultimo Visco ha voluto lasciare un pessimo ricordo di sé. Lo sanno bene quei contribuenti che queste ore stanno affannosamente districandosi in mezzo a pile di fatture per compilare i benedetti moduli dell’elenco clienti-fornitori.

Cioé l’ennesimo orpello che Visco ha tirato fuori dal proprio armamentario medievale pur di poterne “incrociare” i dati con quelli di dichiarazione e – ma siamo certi che già non bastasse? - comunicazione annuale dati IVA.

E che dire poi del Libro Bianco sull’IRPEF, al cui happening romano il nostro si è dilungato in previsioni sul futuro? Il team di Visco ha iniziato a lavorarci la primavera dell’anno scorso, verosimilmente con l’intento di scrivere una summa del Visco-pensiero, come per solito sono i Libri Bianchi.

Ma, come illustra Mattia Sinigaglia sulla prima pagina di Libero Mercato di giovedì (“Libro Bianco IRPEF, l’epitaffio di Visco”) adesso quel mattone di 436 pagine suonano più come un epitaffio funebre alla Spoon River.

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