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Visco vuol tagliare le tasse ma non sa neppure quali

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Non ha neppure fatto in tempo a gustarsi il dopo-annuncio sul taglio delle tasse, che sul viceministro Visco è piombato il no di Padoa Schioppa. L’intenzione era di quelle già sentite: giù le tasse già con la Finanziaria del 2008, anche perché “le entrate vanno bene e ci sono 2 miliardi in più”. Ma Tps, da Londra, ha replicato dicendo che su un calo dell'Irpef il prossimo anno “è troppo presto”. Neppure sull’Ici c’è accordo, considerato che per Visco il taglio dell’imposta sulla prima casa non è una priorità, si potrebbe pensare ad un “alleggerimento generalizzato e graduato a seconda delle situazioni” ma per un intervento adeguato, mette in risalto, servirebbe l'1% del Pil.

Mentre Visco straprometteva tagli, dal Fondo monetario facevano sapere che l’economia mondiale cresce, quella dell’Europa è in ripresa grazie al traino della Germania e l’Italia si conferma il fanalino di coda, ferma all’1,8% e all’1,7% nel 2008 a fronte dell’accelerazione di Eurolandia al 2,6% nell'anno in corso e al 2,5 nel 2008. “E’ ovvio che l’Italia sia ferma al palo rispetto a mondo in evoluzione, perché se non si fa una buona politica fiscale, se non si aiutano le imprese, se non si liberalizza veramente l’economia,  il Paese non corre

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2 COMMENTS

  1. Tps, Visco e la “caccia al tesoretto”
    Chissà se avremo mai il piacere (si fa per dire) di sentire due esponenti del centrosinistra che la pensano alla stessa maniera su uno stesso argomento. Stavolta siamo davvero ai massimi livelli della stravaganza e ai limiti della farsa. Visco promette una riduzione delle tasse, che Padoa Schioppa nega. Il fatto è di per sè bizzarro e lo diventa ancora di più se si fa un’elementare riflessione: Visco è il vice, Tps è il ministro. Quest’ultimo, dunque, dovrebbe contare un po’ di più, a meno che nell’attuale governo l’appartenenza ai Ds (come nel caso di Visco) stravolga le gerarchie e la logica. Il ministro dell’Economia esclude in particolare che a breve scadenza possa registrarsi un abbassamento dell’Irpef, la “madre di tutte le imposte”. Ma il suo vice annuncia che il carico fiscale sarà alleggerito, in sostanza contrapponendosi al titolare del dicastero con grande sicumera e faccia di bronzo: eppure ci saremmo aspettati un profilo più basso dopo il caso Speciale, la revoca di qualche delega e l’iscrizione nel registro degli indagati.
    Invece con Visco ricomincia la “caccia al tesoretto”, nonostante le recenti e inequivocabili parole del Governatore Draghi: “Non esiste alcun tesoretto da spendere”. L’atteggiamento di Visco fa pensare alla vecchia storiella del commerciante un po’ svitato che esponeva all’ingresso del suo negozio un cartello su cui era scritto: “Oggi si paga, domani no”. E lo lasciava appeso, bene in vista, tutti i giorni. In effetti, certe promesse sanno di falsità lontano un miglio e hanno tutta l’aria di semplici spot per consentire al governo di prendere fiato e tempo. Anche se, a pensarci bene, il proclama di Visco (tasse ridotte nel 2008) potrebbe anche rivelarsi fondato e trovare conferma nella realtà. Se tutto va bene, infatti, nel 2008 avremo un governo molto, ma molto diverso da questo.
    Cordiali saluti
    – Enzo Sara –

  2. ..credo sia giusto e spero
    ..credo sia giusto e spero che la casa delle liberta’
    riesca a impedire l’aumento (spacciato per armonizzazione)
    dal 12,5% al 20% sulle rendite finanziarie.

    almeno sui titoli gia’ sul mercato che altrimenti
    (visti i rendimenti lordi gia’ bassi) crollerebbero
    nelle loro quotazioni,

    cordialmente Enrico Nova

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