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Pillole cinesi

Vita dura per i giornalisti alle Olimpiadi. Internet è nelle mani del Governo

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Internet e la censura. Un problema che affligge da sempre i cinesi ma con il quale fanno i conti quotidianamente anche gli stranieri (ora soprattutto giornalisti). Alla vigilia delle Olimpiadi, però, non c’è solo l’ormai ben nota questione, apparentemente senza soluzione, dei siti sensibili ‘misteriosamente’ oscurati (nella hit parade dei censurati troviamo: Bbc, Amnesty International, edizioni on line di giornali poco teneri con il partito comunista, ecc). 

Sulla carta, va ricordato, il governo cinese aveva predisposto un regime speciale, molto più libero, per i giornalisti occidentali che, fino ad ottobre, dovrebbero poter navigare senza troppi intoppi. Ma la realtà dei fatti è ben diversa e, in questi giorni, le autorità cinesi hanno ribadito che certe restrizioni restano in vigore per tutti. 

C’è però un’altra, più sottile, arma messa in campo dai cinesi. La connessione a internet, infatti, oggi in Cina è molto più lenta. Un po’ ovunque, anche in quelle che sono sempre state delle oasi di servizi, efficienza e linee veloci: gli alberghi extralusso delle metropoli. Se ne sono accorti già gli italiani che vivono in Oriente, nelle loro abituali operazioni d’ufficio via pc. Ma presto se ne accorgeranno anche i giornalisti in trasferta olimpica. Ufficialmente non vengono date spiegazioni. Anzi, molto probabilmente le autorità cinesi, a precisa domanda, negherebbero l’esistenza del problema. Ufficiosamente, però, possiamo dire che il governo cinese ha congelato le licenze per le linee veloci (quelle da 10 MB). 

E dunque come faranno i giornalisti a spedire file, articoli, video dai Giochi? Di sicuro non potranno sperare di farlo in albergo. Unica loro salvezza, i computer dei media center olimpici. Guarda caso computer ben identificati…  Così il governo potrà facilmente monitorare il flusso di notizie in entrata e in uscita dal Paese.

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1 COMMENT

  1. commento alla criptazione, di fatto, di internet della Cina
    si può essere complici in tanti modi, sia commettendo che omettendo. L’omissione è forse la complicità occulta più raffinata e tranquillizzante per le coscienze.
    quella di Internet è la violenza minore, forse, rispetto alla condotta governativa cinese in fatto di sopraffazioni ai diritti dell’uomo.
    La Cina doveva essere umiliata disertando le Olimpiadi, onde far comprendere che il mondo civile non può condividere certi medioevalismi comportametali. Omettere di non tollerare equivale ad avallare. Ma la Cina è una potenza economica che non conviene inimicarsi, quindi è meglio censurare velatamente e poi prostituirsi all’opportunismo. Gli atleti si preparano una vita per quell’unico momento, quindi è meglio scindere lo sport dai diritti umani. Tutto si acquista e tutto si compra. L’occidente avrebbe potuto oscurare la Cina, invece è meglio, ancora una volta, affidarsi a piccole polemiche di testata e fare cronaca. Ma cosa dire dinanzi a tali realtà?
    Faremmo meglio a non polemizzare se non si vuole agire, anche se, la polemica, dovrebbe salvare l’ipocrita coscienza di chi l’utilizza, ed in particolare mi riferisco a quelle potenze che, in altri casi, sono state molto rigide e rigorose.
    avv. Mauro

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