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Dopo Napolitano e la Cei

W MarKionne (con la kappa)!

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Siamo ormai un Paese senza speranza. Vi racconto una storiella. Qualche tempo fa, nello stabilimento di Melfi della Fiat, fu indetto uno sciopero per solidarietà con i luddisti Fiom di Pomigliano. Allo sciopero aderirono circa 50 (cinquanta) operai su 1750 (millesettecentocinquanta), più o meno il 2.5% (duevirgolacinque) della forza lavoro, probabilmente i delegati sindacali e poco più. La fabbrica era quindi, in teoria, in grado di continuare tranquillamente a produrre.

Fatto sta che tre operai (due dei quali appunto, delegati sindacali) bloccano, volontariamente o per imperizia, un carrello robottizzato che porta materiali ad altri operai, ai quali pur non avendo la minima intenzione di incrociare le braccia, è impedito di fare il loro lavoro. La fabbrica intera si blocca.

La Fiat licenzia i tre operai colpevoli, secondo l’azienda, di aver sabotato il lavoro di 1700 colleghi. I lavoratori fanno ricorso e il giudice del lavoro con una rapidità da “processo breve” (due settimane!) pur non avendo, come scritto nella sentenza, la possibilità di appurare o meno il sabotaggio, non avendo peraltro neanche fatto un sopralluogo, giudica antisindacale il comportamento di Fiat, e ordina il reintegro di tre operai.

La Fiat ovviamente non può far altro che restituire lo status giuridico ai tre operai, ma pretende che rimangano a disposizione fino a quando non si deciderà dove riassegnarli, rispettando quindi la prassi e la logica. Infatti delle due l’una, o i tre hanno sabotato è quindi è giusto che vengano licenziati, o non sanno fare il loro lavoro e quindi vanno riasssegnati a nuove mansioni, in attesa anche del giudizio d’appello sulla causa di licenziamento.

Sembrerebbe la cosa più ovvia e più logica appunto da fare. E invece no, apriti cielo!

Nel Paese nel quale da quando fu approvato lo statuto dei lavoratori i giudizi di primo grado favorevoli all’azienda si contano sulle dita di una mano, si è levato un coro ridicolo e prurigginoso, che con toni sempre più aggressivi consiglia, chiede, pretende che l’azienda rimandi i tre operai a lavorare nello stesso reparto e con le stesse mansioni di prima, per ridare ai tre, dicono, la loro dignità e perché così dice la legge.

Ovviamente la legge non impone questo all’azienda, che è libera di assegnare i lavoratori ad altro incarico, con il solo obbligo di non dequalificarli e per quanto riguarda la dignità, è bene che qualcuno pensi anche alla dignità di coloro che quel giorno volevano lavorare e non hanno potuto farlo.

Lo si spieghi anche al Presidente Napolitano che evidentemente imbevuto di una Costituzione vecchia e logora di cattocomunismo, non ha ben chiaro il concetto di libertà d’impresa e di diritto al lavoro e soprattutto, in un’impresa non c’è mai stato. E’ giusto che un’esigua minoranza tenga sotto scatto un’intero impianto?

Lo si spieghi pure alla CEI, che definisce non etico il comportamento della Fiat, lesivo del diritto della persona. Ma mi chiedo, è invece etico sabotare il ciclo produttivo, è etico impedire ai colleghi di lavorare? E ai loro diritti chi ci pensa?

Lo si spieghi, infine, al Ministro Matteoli, che si è affrettato a chiedere alla Fiat il reintegro dei lavoratori nel loro vecchio posto di lavoro. Caro Ministro, non è questo il governo che doveva fare la rivoluzione liberale? Dopo quindici anni forse è il caso di iniziarla. O vogliamo che sia un italo-canadese con il maglioncino a farla?

W MarKionne (con la kappa)!

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16 COMMENTS

  1. W MarKionne
    Milton sei un mito. I sindacati (e i giudici che li tutelano) potrebbero avere un ruolo chiave se invece della logica sesantottina dello scontro con il padrone adottassero una logica di tutela del lavoratore (sig…) confrontandosi lealmente e apertamente con i Datori di Lavoro, che hanno tutto l’interesse ad avere personale qualificato, sereno e produttivivo. Mi spiace ma Mons. Giancarlo Maria Bregantini ha preso una cantonata, lo dico da cattolico. Buona giornata.

  2. W MarKionne (con la kappa)!
    Per fortuna credo che entro una decina d’anni o anche meno la Fiat non avrà più stabilimenti produttivi in Italia e così Comunisti, Presidenti ex comunisti e la CEI saranno soddisfatti.

  3. Perciò l’alternativa sarebbe …
    … fra l’essere un popolo di schiavi o di barboni? Di sicuro so una cosa che vorrei che la finissero i pasdaran del mercato globale di definirsi di destra. Consiglio di leggere, al riguardo, quello che scrivono Alain de Benoist e Marcello Veneziani. 1) la vera destra si pone contro la globalizzazione 2) la globalizzazione è un portato dell’internazionalismo marxista. Comunque è ora di ridefinire destra e sinistra. Comunitari a destra e liberal a sinistra, come suggeriva Veneziani. E ci saranno meno equivoci

  4. @Panzer
    Hai ragione: occorre ridefinire il concetto di destra e sinistra, ma prendere come metro di misura Marcello Veneziani mi sembra un pochino riduttivo. Parla e scrive bene, per carità! Ha avuto il merito di dire senza paura “sono un intelletuale di destra” (indimenticabile “l’Italia settimanale”), ma poi sulla produzione critica è (con tutto il bene che gli voglio) un po’ sterile. Globalizzazione figlia del marxismo? Dipende. C’è una globalizzazione modello l’impero austro-ungarico, o romano (repubblica o impero è lo stesso), che non è per niente male guardando da destra (massima libertà possibile, con massimi legami alle comunità locali). La distinzione Comunitari e Liberal è un pò retrò, anche perchè non è una foto della realtà. Ci sono “liberal” molto più a destra di Veneziani e “comuntaristi” molto più a sinistra di Vendola. In uno scenario politico bipolare è utile (necessario?) definire i nuovi confini, ma eviterei le distinzioni ideologiche che ormai hanno storia. Un abbraccio.

  5. Leggo tanti interventi dotti
    Leggo tanti interventi dotti che si impelagano su questioni alte….ma andando alla ciccia, se 2 lavoratori impediscono ad altri lavoratori di lavorare è giusto o no licenziarli? Tutto il resto sono chiacchiere interessanti ma non risolvono la questione.

  6. Comunitari a destra? Balle!
    @Panzer
    Comunitari di destra? E quando mai? Da Lenin a Mussolini e così via a destra di comunitari non se ne è mai visto neanche uno. A destra ci stanno i liberali (quelli con la “i” finale). A sinistra quelli che la libertà non la amano. E non basta dichiararsi di destra come Veneziani e Benoist quando il cuore e lo spirito battono a sinistra e antepongono le collettività agli individui. Per carità, le comunità vanno benissimo, ma solo quando non si mettono di traverso alla libertà.

  7. Milton, mi sono capitate or
    Milton, mi sono capitate or ora sotto gli occhi le tue pagine in questo blog. Complimenti, una serie di cazzate tutte in fila così non le avevo prroprio mai viste: un record! continua così, non ti batte nessuno (e magari non prendi nemmeno i soldi dal berlusca…)

  8. Ma i commenti prima li leggi
    Ma i commenti prima li leggi e poi decidi se possono apparire sotto i tuoi preziosi contributi?

  9. come fare?
    In Italia si è tenuta alta la competitività delle imprese comprimendo i salari. In Germania hanno difeso i salari, ecco perchè le industrie tedesche HANNO DOVUTO ammodernarsi tecnologicamente.
    Continuando a comprimere i salari le aziende italiane non intraprenderanno mai un cammino di efficienza.

  10. non ho parole
    Voi, il vostro giornale e chi la pensa come voi (secondo me nemmeno Berlusconi stesso potrebbe arrivare a dire cotante scemenze in così poche righe) siete semplicemente ridicoli. 🙂

  11. Licenziamenti & @FCZ
    A mio avviso è giusto e legittimo licenzare chi impedisce agli altri di lavorare. Purtroppo lo sbilanciamento verso i sindatati è tale da impedire un ragionamento sereno e lucido.

    @FCZ: la questione destra sinistra non è proprio banale e credo che liquidarla con a “destra i lirerali” sia estremamente riduttivo. I movimenti PRO-LIFE dove li mettiamo? I Tea Party cosa sono? Liberali? (certamente no). Quello che assolutamente credo oggi unisca la cosidetta destra è l’aspirazione a ridurre lo Stato e la sua omnipresenza nella vita di tutti giorni (e questa è cosa buona e giusta), ma è davvero la distinzione che cerchiamo? Ciao

  12. @Roberta
    Roberta, hai messo un piede in una fabbrica? Dalla reazione stizzita direi che forse ne hai vista una sui libri di Marx.
    Ciaoa, ciao!

  13. Il sabotaggio va punito, ma
    Il sabotaggio va punito, ma com’è che questa storiella non viene ribadita chiaramente dai minzolini, feltrini, belpietrini vari in modo che se ne parli chiaramente…
    Da quel che arriva dall’informazione ufficiale della storiella suddetta non arriva nulla…
    A quale storiella mi dovrei rifare ?

  14. i tre di Melfi
    condivido pienamente l’articolo,stesso commento mandai a Feltri che pubblicò ieri sul Giornale. Condivido e stracondivido.Io spero che ci sia ancora la possibilità che questo Paese cambi. Spero che Berlusconi rifondi il Partito,un Partito veramente liberale e liberista. Che decida su Costituzione anche a Maggioranza,che decida su tasse e riforme liberali senza mediazioni ,che con la Lega riesca
    a rivoluzionare questo Paese.

  15. Come al solito, la gentile
    Come al solito, la gentile Roberta ed il gentile Francesco, essendo di sinistra, sono gli unici tenutari della verità, mentre chi non la pensa come loro è cretino.

  16. FI-at-om: tutta una mess’in scena?
    1) per esperienza personale la FIOM ha un’immagine di lotta, ma in realtà è poco efficace.
    2) in FIAT c’è moltissima che pesta acqua nel mortaio, 3 in più non erano poi chissachè!
    Perchè questa lotta sui simboli?
    Non è che così la FIOM cura la sua immagine e FIAT trova dei pretesti?

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