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Kiev e Mosca

Yanukovich vuole riconciliare l’anima occidentale e quella slava dell’Ucraina

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Con l’elezione del nuovo presidente l’Ucraina si avvia verso una stabilizzazione, con un consenso internazionale sulla regolarità del voto. Ma a Kyiv il nuovo corso filo-russo ha già emarginato il paese dagli equilibri internazionali. Al ballottaggio di domenica scorsa ha votato il 69% della popolazione, inferiore al 75% del 2004, ma comunque superiore al 62% delle ultime legislative del 2007. Si sono dimostrati infondati, o semplicemente ininfluenti sul voto, i sospetti sulla presenza a Kyiv di gruppi di ex poliziotti facenti capo al "Partito delle Regioni" di Yanukovich, pronti ad intervenire in caso di disordini, oppure i coloriti episodi di giovani elettrici che si sono presentate ai seggi a seno nudo.

La realtà ha confermato sondaggi e aspettative: Viktor Yanukovich ha sconfitto il premier Yulia Tymoshenko. Ma il colpo di scena è stata la rimonta elettorale della Tymoshenko, che senza l’alleanza con Tigipko, il terzo piazzato al primo turno, è quasi riuscita nell’obiettivo di ridurre un forte gap di partenza da oltre dieci punti percentuali a circa tre punti. Così Yanukovich ha strappato una risicata vittoria col 48,94% dei voti contro il 45,48%. Cifre troppo riduttive per assicurare al nuovo presidente la legittimazione popolare necessaria ad attuare il suo nuovo corso politico – ma anche cifre troppo alte per persuadere la sua sfidante ad accettare la sconfitta. Così la Tymoshenko ha incaricato i suoi rappresentanti di adire le vie legali per denunciare i brogli che secondo il premier sarebbero stati commessi proprio dal Partito delle Regioni. Ma lo scenario di un “terzo turno” appare oggi molto più improbabile che nel 2004. La Tymoshenko si accontenta di un’apposita commissione per ricontare il voto. Ma anche per raggiungere quest’obiettivo manca quell’afflato idealistico e quella mobilitazione popolare che animarono la rivoluzione arancione. Questa volta le speranze hanno ceduto il posto al disincanto e a scelte più pragmatiche in favore della stabilità.

L’opinione pubblica internazionale ha assunto una posizione comune: riconoscere la vittoria di Yanukovich per verificare in tempi rapidi la capacità e gli effetti della sua svolta. Anche grazie a consulenti elettorali americani, Yanukovich si è delineato un profilo pubblico molto nitido: integrazione con l’Europa, no alla Nato e intesa con la Russia, robuste politiche anti-crisi a tutela delle fasce sociali più deboli, dai pensionati agli operai, che sono anche il fulcro del suo elettorato. La Tymoshenko ha esibito un’eccessiva volatilità programmatica e ideologica che neppure la campagna elettorale ha ridotto. La Tymoshenko non poteva che giocare sul carisma del suo personaggio. Ma le sue contraddizioni erano eccessive. Ex protetta di Yushchenko, poi alleata di Yanukovich, poi nuovamente insieme a Yushchenko; prima fiera avversaria di Mosca, poi mite negoziatrice di accordi economici col Cremlino, salvo poi riaccendere la sua “russofobia” prima del voto.

In effetti la Russia non ha nascosto la soddisfazione per la vittoria del “suo” candidato. Ma negli ultimi mesi il Cremlino ha mantenuto un basso profilo, evitando nocive interferenze. Sono passati i tempi in cui, nello scorsa estate, Medvedev accusava direttamente la leadership di Kyiv di fomentare l’instabilità internazionale e l’antagonismo contro la Russia. Senza aspettare oltre, Medvedev si è già congratulato con Yanukovich. La posizione più diffusa a Mosca, persino su una testata d’opposizione come Gazeta, è la ricerca di una riunificazione dell’identità nazionale, lacerata dal conflitto tra le aree più occidentali dell’Ucraina, geograficamente e politicamente, e quelle più orientali e russofile. La Russiskaya Gazeta, organo ufficiale dello stato, annuncia già il progetto di un consorzio per affidare a Gazprom la ricostruzione dei malandati impianti di gas in Ucraina.

Anche l’Occidente guarda all’Ucraina come ad nuovo satellite della Russia. Il Wall Street Journal ragiona sugli effetti a lungo periodo e su scala militare della ritrovata intesa tra Kyiv e Mosca, mentre il Daily Telegraph inglese saluta l’uscita di scena della Tymoshenko paragonata alla principessa Leia di Guerre Stellari per la sua caratteristica pettinatura. D’altronde l’amministrazione di Obama non poteva esporsi contro Yanukovich in una fase in cui il progetto dello scudo difensivo mediorientale ha suscitato impreviste critiche a Mosca e rischia di compromettere l’imminente accordo sul disarmo nucleare Usa-Russia. Inoltre Washington ha bisogno del consenso russo anche per un stringere ulteriormente il torchio delle Nazioni Unite contro Teheran. Nella prospettiva globale degli Usa il consenso con Mosca val bene la perdita dell’Ucraina.

A questo punto il comune denominatore tra Oriente e Occidente è il disimpegno bilaterale sull’Ucraina. Finora al centro di trame e contese globali, molto presto Kyiv non sarà più un fattore di scontro tra le grandi potenze – così come lo scontro personale della Tymoshenko.

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12 COMMENTS

  1. Un articolo interessante e
    Un articolo interessante e ponderato.
    In effetti, la storia comune “di tutte le Russie” è radicata ben più indietro nel tempo dell’ “Italia unita”:
    se è assurdo pensare a ridividere oggi l’Italia, ancora più artificiale è la divisione Russia-Ucraina.
    Passati i furori, il punto è che nessuno, a Ovest come a Est, è in grado di “digerire” una grosso paese, con non grandi risorse, di quasi cinquanta milioni di persone, in uno stato così enormemente disastrato, specie ora in quello che appare un prolungato periodo di crisi economica mondiale.
    Per cui il recupero delle radici comuni, nel rispetto della democrazia, delle differenze e delle autonomie, è la strada conveniente per tutti. A Est come a Ovest (se così si può ancora dire, non considerando che il mondo diventa sempre più piccolo).

  2. l ucraina e un paese molto
    l ucraina e un paese molto complicato e di origini russe
    non ha bisogno di ideologie ma di un realismo immediato
    speriamo che gli attuali politici lo capiscano

  3. Radici e storia comuni
    Che la divisione fra Russia e Ucraina sia artificiale, facendo riferimento ad una storia comune di antica radice slava di tutte le Russie è una opinione rispettabile del Discobolo. La storia di cose ne racconta tante; e anche senza andare più indietro del secolo scorso, dall’Holomodor all’ultima guerra mondiale e oltre, in aggiunta alle radici si mostrano anche acuminate e velenose punte di spade. Non è soltanto l’amico ritrovato del gas. Poi che sia assurdo pensare di ridividere l’Ucraina è un altro discorso, che rivolge lo sguardo al futuro ed a modelli di equilibrio, di convivenza, di sviluppo, di prossimità geografica, siano o non siano comuni le radici. Come giustamente dice il Discobolo: “passati i furori”; anche l’Europa alla fine ha radici comuni.

  4. fine dell’ipocrisia? me lo auguro…
    Beh, insomma, viste le affermazioni di relativo buon senso di buona parte di questo articolo, penso che sarebbe opportuno da parte dell’autore e del sito “l’Occidentale” fare un minimo di “mea culpa” e ammettere che ci si era clamorosamente sbagliati nell’esaltare personaggi impresentabili come il Yushchenko di turno o come la bella e opportunista Yuliya. Dovreste avere l’umiltà di affermare con forza che in questi ultimi anni il popolo ucraino è stato vergognosamente manipolato, tradito, strumentalizzato e usato dall’Occidente solo in nome del ridicolo e pericoloso confronto muscolare con la Russia da parte degli Stati Uniti. I quali, vorrei farvi notare, hanno fatto una figura semplicemente patetica in questa vicenda. Questa loro arroganza li ha portati solo ed esclusivamente a distruggere la stabilità sia dell’Ucraina che della Georgia, nonchè a perdere clamorosamente la partita con il Cremlino. E ben gli sta, hanno seminato vento e hanno raccolto tempesta. Cazzulini dice, non a torto: “nella prospettiva globale degli Usa (di Obama..) il consenso con Mosca val bene la perdita dell’Ucraina”. Ma cos’è questa se non la clamorosa ammissione che il popolo ucraino è stato vigliaccamente usato come l’agnello sacrificale sull’altare degli interessi americani? Cos’è questa se non l’ammissione che Yushchenko era solo un patetico burattino nelle loro mani, quando a loro faceva comodo provocare la Russia? E come non si può non vedere che lo stesso è accaduto in Georgia con quel personaggio agghiacciante chiamato Saakashvili? Fine dei giochi, cari signori. Ma non illudiamoci che il buon Yanukovych possa fare i miracoli da solo. I danni provocati dagli “arancioni” all’Ucraina saranno difficili da riparare in tempi ragionevoli, e non so se Yanukovych sia all’altezza di questo compito immane. Di certo gli ucraini hanno avuto l’accortezza di eleggere chi, tra ciò che passava in convento, rappresentava di gran lunga il male minore. Mi auguro davvero con tutto il cuore che l’Occidente non si permetta mai più di utilizzare il popolo ucraino come carne da macello, e che gli consenta di scegliere autonomamente il proprio futuro, che inevitabilmente e naturalmente sarà legato a doppio filo con quello della Russia, per tutta una serie di ovvi motivi, culturali, storici, economici, e di buon senso. Anche se so già che si tratta di una pia illusione. Saluti.

  5. E magari anche la Germania…
    Secondo il lettore Mj23, il futuro dell’Ucraina sarà ” inevitabilmente e naturalmente sarà legato a doppio filo con quello della Russia, per tutta una serie di ovvi motivi, culturali, storici, economici, e di buon senso”. C’è da sperare che il neoimperialismo russo non metta gli occhi su Berlino Est…

  6. Sostanzialmente mi dispiace
    Sostanzialmente mi dispiace la vittoria del partito filo-russo. L’unione tra Russia ed Ucraina non mi sembra così forte come sembra a voi. Mi sembra invece che l’aspettativa del popolo ucraino di maggiore prosperità e benessere sia sotanzialmente andata delusa. L’arma del gas russo è un’arma molto forte, e la determinazione con cui è stata usata in questi anni ha fatto capire agli ucraini che le intenzioni di Mosca non erano sostanzialmente pacifiche. E’ vero che chi ci ha fatto la peggior figura è l’America, ma non dimentichiamo che molti esuli ucraini vivono in nazioni quali la Francia, che, sostanzialmente, non sono in grado di opporsi a Mosca.
    L’inquiino pro tempore della casa Bianca non comprende la bellezza della democrazia e non fa nulla per sostenerla.Si sarebbe potuto cercare un nuovo candidato per i filo-occidentali, un candidato “pulito”, privo degli scheletri nell’armadio di donna Julia.

  7. ¡Què viva el General Lebed! ¡Siempre!
    Mi dispiace per le nostalgie filosovietiche di MJ23, a cui bisogna consigliare d’imitare Sarah Palin nel seguire con più attenzione il dibattito strategico italo-russo in corso e non limitandosi alle riviste chic come Limes, ma anche a quelle più ruspanti come Area.
    Il mai abbastanza compianto Generale Russo Aleksandr Ivanovich Lebed (con Berluskov una delle due “spalle strategiche” del primo Putin, quella su cui dal 28 aprile 2002 non potrà mai più contare e di cui si sentì la mancanza già l’anno dopo per stoppare l’irrealismo strategico di Chirac) che, in Francia, nel ’96 prima della campagna presidenziale russa dichiarò che, se eletto, avrebbe adottato come base della politica militare russa la “proposta italiana” (sic!) di riforma strategica dell’Alleanza Atlantica nota come “NATO a 4 Grandi”. E nessuno, in Italia, se l’è presa se la citata “proposta italiana” è ormai nota come “Dottrina Lebed”, anzi, ciò viene considerato un onore.
    MJ23 non si sarebbe quasi sicuramente esposto se avesse saputo che, la “Dottrina Lebed” pre-vede, a fianco di USA, Comunità Europea di Difesa (sic!) e Federazione Russa come last but not least Grande Euratlantico proprio l’Ucraina.
    Semmai, MJ23 avrebbe dovuto rinfacciare a Cazzulini il non aver citato la “Dottrina Lebed” come assioma strategico su cui dovrà essere gestita in futuro la politica estere e militare ucraina, ma anche ricordare che su “La Repubblica” il 30 giugno 1996 Franceschini riportava che Lebed aveva smentito il Presidente Clinton che credeva che a Mosca tutti fossero contro l’allargamento ad Est della NATO.
    A differenza di MJ23 chi scrive con si stupirà se prima della fine di questo 2010 l’Ucraina of-frirà, in funzione principalmente anti iraniana, le basi, con armi made in USA, per la difesa antimis-sile comune di Europa e Russia…
    ¡Què viva el General Lebed! ¡Siempre!

  8. per tutti
    Cari amici, siete voi che siete rimasti agli anni Venti del XX secolo e credete che la Russia sia ancora l’Unione Sovietica! E’ ora di darsi una sveglia, non pensate? Quanto a questa facile e ridicola ironia sui legami culturali – INDISCUTIBILI, che vi piaccia o no, a meno che non vogliate affermare che il sole è viola – tra la Russia e l’Ucraina, vorrei che qualcuno mi spiegasse che cos’hanno a che spartire gli ucraini con la società, la cultura e i valori americani. Sarebbe come dire che i canadesi devono comportarsi da russi. E mi piacerebbe anche sapere per quale motivo gli Stati Uniti possono avere il diritto di accerchiare la Russia instaurando in tutti i paesi limitrofi governi fantocci e provocatori, mentre nessuno ha il diritto di distrubare gli yankees in casa loro. Provatevi a immaginare un Canada e un Messico con due governi violentemente anti-americani protetti dalla Russia. Quale sarebbe la reazione degli States, secondo voi? Quanto all’amico che parla di Lebed, di Sarah Palin e di altre fantasticherie, gli consiglierei di non dare troppo per scontato un sistema di difesa europeo a compartecipazione russo-americana… Gli yankee sono finiti, non so se è chiaro. Hanno un debito tale con la Cina che non saranno mai e poi mai in grado di pagare. Il loro impero è arrivato al capolinea, e Obama sta semplicemente tentando di staccare la spina nel modo più soft possibile. Miss “Barracuda” dovrà solo limitarsi a dichiarare guerra alla Cina… Saluti!

  9. in ucraina abitano ucraini
    in ucraina abitano ucraini ,russi,e altre minoranze,
    senza contare che nelle zone di frontiera non sono ne carne ne pesce.
    chi pensa di governare senza tenerne conto prima o poi avra delle brutte sorprese

  10. immortalità
    Mj23 è come un tifoso di calcio la cui squadra è stata radiata, ma che continua a frequentare gli stadi per fare il tifo contro le vecchie avversarie, anche se la squadra della sua città ha una nuova maglia, una nuova bandiera, un nuovo nome e nuovi ideali. Il suo ideale non esiste più, quindi non è nemmeno attaccabile. In un certo senso è un Immortale. Sembra una sinistra e vagamente jettatoria Voce dall’Oltretomba.

  11. É ora di darsi una sveglia, non pensate?
    Gente, riguardo a MJ23, Mauro dopo l’acuta parabola sugli ultras della squadra di calcio radiata, ha dato doppio valore all’indicazione “sinistra”: penso che per il nostro “Incorruttibile” (occhio ai temporali estivi…) quelli del PD andrebbero portati alla Lubianka.
    Forse non sarebbe male ricordare che per lo storico tedesco (tedesco!) Nolte il Fuhrer era un oppor-tunista di sinistra che sfruttava un movimento bipartisan che riuniva socialisti massimalisti antibol-scevici con in nazionalisti: Hitler, essendo un socialista massimalista antibolscevico, aveva una dot-trina sociale anticapitalista pressoché identica a quella di Stalin.
    Per MJ23 le botte peggiori le ha, poi, date Armando evidenziando che “L’Ucraina é un paese molto complicato e di origini russe non ha bisogno di ideologie, ma di un realismo immediato speriamo che gli attuali politici lo capiscano” e che “in Ucraina abitano gli Ucraini”, compresi quelli d’origine Russa, per cui si può tranquillamente rincarare la dose.
    La prima, sul fatto che l’Ucraina ha bisogno di realismo e pragmatismo e non d’ideologia non può che essere condivisa, tranne che da MJ23 che parrebbe essere il deus ex machina e che, partendo dall’Ucraina, si rivelerà il profeta dell’unica vera via di salvezza dell’intero orbe terracqueo.
    Viene da sospettare che MJ23 o è un provocatore innamorato della o che abbia una cultura storica lacunosa: non solo nella Divisione Brandenburg (i commandos della Werhmact) gli Ucraini non e-rano pochi e nei reparti del Gen. Vlassov vi erano non pochi Ucraini, ma nelle ultime SS, vi erano interi reparti composti solo di Ucraini e che il “boia di Bolzano” era uno di questi.
    Sarà, ma per me a MJ23 scrivendo “siete voi che siete rimasti agli anni Venti del XX secolo e credete che la Russia sia ancora l’Unione Sovietica!” sia scappato un bel lapsus froidiano sulla propria ottica storico-ideologica: non solo chi scrive è passato per il 1989. Viene il dubbio che quel “23” voglia dire “classe 1987”…
    Chi scrive s’è fatto la fase finale della Guerra Fredda, cominciando nella redazione di Aviazio-ne&Marina ed Eserciti&Armi ed in parte a vigilando il “Tarvisio Gap” e, sicuramente, non gli è di-spiaciuto che l’abbia vinta l’Occidente Euroatlantico: e “qualcosa” gli dice che anche la questi tota-lità degli ex-nemici la pensi come lui.
    È stato anche ben lieto, durante il convegno genovese sul Decennale della Perestroika, di non poter rifiutare l’offerta d’un Generale ex-sovietico che voleva festeggiare (lancio di bicchierini, compreso) con un “Tovarish” (termine in Russia, ormai, esclusivo per i Militari, non per i politici…) ex-nemico “perché non ci siamo sparati in Europa”: gli è costato un mal di testa da vodka, ma lo rifarebbe!
    Ho il sospetto che MJ23 non sia astemio, ma allergico all’in vino veritas… …forse è meglio che non abbia mai modo d’incontrare “Tovarish General”.
    Perché il proclama MJ23esimo che “Yushchenko era solo un patetico burattino nelle loro mani, quando a loro faceva comodo provocare la Russia?”
    Ma la storia della minestra alla diossina, MJ23 la conosce o no?
    Una “medicina” del genere non viene somministrata con leggerezza…
    Poi, è rivelatore che MJ23 decreti che “Gli yankee sono finiti, non so se è chiaro”, in particolare che pontifichi (con stile chaveziano) che “è chiaro”: prima di lui l’hanno ripetuto in tanti tra cui, citan-done solo due, un certo Goebbels e la Pravda e qualcosa mi dice che ciò gli abbia portato male…
    Forse farebbe bene a leggersi i romans philosophiques di Michel Di Mercurio (specie quelli mai tradotti e pubblicati in italiano) e sulla guerra civile cinese con uso di armi atomiche: data la con-traddizione d’un regime capitalista che s’é dotato d’un’economia ipercapitalista, molti hanno ritenuto la cosa degna di pensarci sopra…
    Quanto alla “Dottrina Lebed”: se attuata, tra l’altro, permetterebbe a Viktor Yanukovich di candida-re Yushenko e/o Yulia Tymoshenko a Segretario Generale della NATO a 4 Grandi…
    Come dice MJ23 “É ora di darsi una sveglia, non pensate?”… non si può che concordare, ma chi?

  12. per Julius Kroner
    Lei crede di offendermi, ma si sbaglia di grosso. Visto che non ha argomenti, l’unica cosa che può fare è mettersi a provocare e a insultare. Se vuole fare uno show, prego, si accomodi. Ne ha già dato un grandioso esempio. Da parte mia, mi spiace ma non posso partecipare. Purtroppo non ho tempo da perdere con lei. Saluti.

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