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Non proprio un modello da seguire...

Zingaretti lo ammetta: il suo “modello” è disastroso

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Siamo il Paese della polemica. Anche in un momento delicato come questo, bloccati a casa dal virus e con la prospettiva ancora incerta della ripresa, non abbiamo perso il gusto della disputa. La politica, naturalmente, non fa eccezione. Anzi. Nel marasma delle news, ha assunto un posto di rilievo la questione della sanità lombarda. La sinistra non ha certo lesinato attacchi alla gestione dell’emergenza targata Fontana, lanciandosi in invettive al vetriolo, chiedendo più volte la testa dell’assessore al welfare Gallera e, addirittura, ventilando il commissariamento della Regione.

Ma come, direte voi, stiamo parlando di quella sinistra che, non più tardi di due mesi fa, tacciava di razzismo chiunque chiedesse controlli più stringenti sui voli provenienti dalla Cina, che mangiava avidamente involtini primavera in diretta TV e che urlava ai 4 venti “Milano non si chiude”? Esatto, sono proprio loro, gli stessi che ora, con la proverbiale faccia tosta, addossano alla giunta di centrodestra buona parte della responsabilità dei decessi causati dal Covid-19 in Lombardia.

La questione fa alquanto sorridere se pensiamo che il leader del principale partito della sinistra, Nicola Zingaretti, è stato il liquidatore implacabile della sanità nella Regione Lazio.

Come riportato da Filippo Facci su “Libero”, sotto la gestione dell’attuale segretario Dem, i posti letto nel Lazio hanno subito una riduzione di mille unità, sono stati chiusi ospedali e cancellati innumerevoli pronto soccorso in molti comuni.

Agli albori dell’epidemia del coronavirus, il prode Zinga si è recato a Milano per combattere il morbo a suon di aperitivi. Salvo poi ammalarsi lui stesso (anche se non possiamo dire con certezza che il contagio sia avvenuto a Milano).

Ripresosi fortunatamente dalla malattia, il “nostro” ha pensato bene di occuparsi dell’approvvigionamento delle mascherine per il territorio da lui amministrato, affidando alla società Eco Tech srl il reperimento di ben 9,5 milioni di dispositivi. Come apprendiamo dal “Fatto Quotidiano”, si trattava di tre commesse per un valore comprensivo di 35,8 milioni di euro.

La vicenda, ahinoi, si è tramutata in un fiasco: risulta infatti che siano state consegnate solamente 2 milioni di mascherine chirurgiche, mentre la restante parte – 7,5 milioni tra Ffp2 e Ffp3 – pare non sia mai giunta a destinazione. Leggiamo su “La Verità” che la Regione Lazio ha annunciato la risoluzione dei contratti per il mancato rispetto dei tempi della consegna, con conseguente – si spera – restituzione dei soldi già anticipati (circa 15 milioni di euro).

Non possiamo, poi, non soffermarci sulla questione delle Residenze Sanitarie Assistenziali. Se in Lombardia le inchieste sono partite con solerzia, come mai non sono partite anche nel Lazio? Anche la stampa ha dato esclusivamente risalto a quanto accaduto a Milano e dintorni. Eppure – scrive ancora Facci – sembra proprio che Zingaretti abbia firmato un provvedimento sulle RSA esattamente identico a quello della Regione Lombardia finito poi sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati milanesi.

Anche nella regione centroitaliana, infatti, sono stati inviati dei contagiati all’interno di vari ospizi. Come accaduto ad esempio al Nomentana Hospital di Fonte Nuova, alle porte di Roma. Dopo la scoperta di 22 individui positivi all’interno della struttura, sono stati inviati presso la stessa anche 49 anziani provenienti da una casa di riposo di Nerola (sempre in provincia di Roma) i quali erano già risultati tutti infetti. Vogliamo credere che non ci fossero tutti gli estremi per far partire le indagini.

La situazione, dunque, appare tutt’altro che rosea per i gauchisti nostrani, che farebbero sicuramente meglio a cercare di porre rimedio ai disastri combinati a livello locale e, soprattutto, nazionale. È vero che nessuno era preparato per la pandemia e che tutta la politica tutta, al di là degli schieramenti, ha commesso errori. Riteniamo però assai improbabile che questi recitino il mea culpa, assumendosi finalmente tutta la responsabilità per i loro insuccessi.

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