150 anni Italia. Berlusconi: “E’ in atto una revisione dei progetti originari”

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150 anni Italia. Berlusconi: “E’ in atto una revisione dei progetti originari”

29 Agosto 2009

"Occorre ormai con la massima urgenza un chiarimento". E’ quanto scriveva il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera datata 20 luglio e indirizzata al presidente del Consiglio. Oggetto della richiesta: le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Napolitano sollecitava il Governo ad attivarsi il prima possibile, in seguito anche all’allarme sui ritardi organizzativi proveniente dal Comitato dei garanti per le celebrazioni.

Oggi palazzo Chigi rende nota la risposta, sempre in forma epistolare, di Silvio Berlusconi: il premier assicura che l’impegno è stato assunto, il programma è in via di revisione e il capo dello Stato verrà consultato per una verifica prima del varo definitivo.

Nella lettera Berlusconi osserva come "sia opportuna una revisione dei progetti originari", e cioè decine di opere di vario tipo in diverse città italiane, per non incorrere in una "’celebrazione edilizia’ dell’evento". Il presidente del Consiglio conferma dunque l’opinione, già espressa il 29 luglio, che "la crisi economica e la qualità di molte opere" impongano una «seria riflessione per correggere il progetto impostato dal precedente governo". Un impegno, quello assunto dal presidente del Consiglio, di cui il Quirinale prende atto, anche perché vengono sostanzialmente recepiti gli auspici espressi, nella sua lettera, da Napolitano. Una conferma della posizione del Colle al riguardo viene anche dalla rilettura delle parole del capo dello Stato, che chiedeva "se necessario, un esplicito e preciso ripensamento selettivo, con una definizione delle iniziative più propriamente rispondenti al carattere e agli scopi di una seria celebrazione". Il ministro per i Beni culturali Sandro Bondi, infatti, sta lavorando a una revisione in questo senso del programma.

Quanto alla Lega Nord, che non ha mai nascosto le sue perplessità sulle celebrazioni, condivide la riduzione di spesa annunciata da Berlusconi. "Non è il caso di fare spese inutili. È quello che noi chiedevamo fin dall’inizio", dice il presidente dei deputati Roberto Cota.

Ma un altro nodo cruciale è quello dei tempi, una questione sollevata dal presidente emerito Carlo Azeglio Ciampi, alla guida del comitato per le celebrazioni, e raccolta da Napolitano, che ha chiesto di porre in fretta rimedio ai ritardi organizzativi. Un Consiglio dei ministri sul tema era atteso per ieri, ma è stato rimandato probabilmente alla prossima settimana.

"Il tempo delle parole è finito, ora il governo deve iniziare a fare e a comunicare", è il commento della presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso, alla lettera di Berlusconi. Che evidenzia anche come i costi non siano poi così alti "in confronto ai miliardi che si stanno stanziando per l’Expo del 2015". Di tutt’altro avviso invece il coordinatore piemontese del Pdl, Enzo Ghigo, per il quale il premier "ha colto in pieno il significato delle celebrazioni ed è giusto che le iniziative siano consone al periodo di crisi".