Lo scorso luglio, il parlamento europeo ha approvato la tassonomia energetica. Il gas venne inserito come fonte energetica utile per la transizione ecologica, mentre il nucleare era stato collocato tra le fonti sostenibili. La totalità dei Verdi europei, tedeschi e finlandesi inclusi, si oppose e il voto fu contrario. Oggi, la situazione è molto
diversa.
Dopo pochi mesi, infatti, Greta Thunberg ha sfumato la propria contrarietà, sostenendo che sarebbe un errore chiudere le centrali già in funzione. Poco dopo, la Germania di Scholz, la cui maggioranza include i Grune,
ha fatto marcia indietro. La vita delle centrali nucleari tedesche è stata prolungata: non chiuderanno a dicembre come previsto. Una retromarcia simile viene anche dalla Finlandia. La Lega dei Verdi è membro della coalizione di governo ed è contraria da sempre al nucleare. Ieri ha cambiato radicalmente la propria linea: è il primo partito ambientalista al mondo a dichiararsi favorevole al nucleare.