Confronto e ragionevolezza nella scalata al Colle
19 Dicembre 2014
di Redazione
Un politico che non appartenga a un partito e che sia in grado di raccogliere il più ampio consenso in parlamento, diventando una figura di garanzia. Una personalità autorevole che conosca a fondo le istutizioni repubblicane e sappia interpretare come ha fatto Napolitano l’interesse nazionale, rappresentandolo al meglio in Europa e nel mondo.
E’ l’identikit giusto per il prossimo presidente della Repubblica, ora che il mandato del Capo dello Stato si avvia, nelle parole di Napolitano, a "imminente conclusione". Ne ha parlato ieri il ministro dell’interno e leader di Ncd, Alfano, nel prevertice europeo del PPE. Per evitare di ricadere negli errori del passato e in una confusione indescrivile dove ognuno sembra avere la ricetta in tasca, salvo poi scontrarsi con personalismi, rivalità, e cecchini di ogni tipo, il metodo da seguire è un confronto serrato.
Un confronto aperto, sia tra i partiti i cui gruppi parlamentari sono decisivi per la tenuta del governo, sia con le forze dell’opposizione disponibili a una scelta condivisa. Solo muovendosi sul terreno della "ragionevolezza", come ha sottolineato il parlamentare di Ncd Fabrizio Cicchitto, avremo una buona legge elettorale, la riforma costituzionale e un Presidente della Repubblica davvero al di sopra delle parti, "impegnato a salvare il sistema rinnovandolo".
