Europa si mobiliti per la Libia, priorità come l’Ucraina
13 Febbraio 2015
di Redazione
Il ministro Alfano lo dice chiaramente: la Libia è fuori controllo, in preda al caos, il rischio è quello di avere un nuovo Califfato alle porte di casa. Serve una “mobilitazione generale” dell’Europa perché in caso contrario, oltre al rischio jihadista, continueremo ad assistere ad altre tragedie del mare.
Alfano ricorda che la maggior parte degli immigrati irregolari che arrivano nel nostro Paese partono dalla Libia, “vittime di trafficanti senza scrupoli che operano indisturbati perché non c’è nessuna autorità statale che li contrasti”. Italia ed Europa possono sforzarsi in tutti modi nel soccorso in mare e nella accoglienza ma “nessuna risposta potrà mai essere adeguata a fare fronte al problema perché questo significa curare i sintomi e non la causa della malattia”.
La Libia dunque è una “priorità”, come, “giustamente, lo è in questo momento l’Ucraina”. Il ministro sottolinea che l’Italia ha riconosciuto e apprezza “l’impegno della comunità internazionale e soprattutto delle Nazioni unite per una soluzione alla crisi libica”, ma occorre fare “molto di più e l’Italia, come ha affermato il presidente del Consiglio, è pronta a fare la propria parte”.
