Giovanni Russo (Fdi): “Sviluppo e sicurezza ambientale, questo serve alle giovani famiglie di Napoli”

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Giovanni Russo (Fdi): “Sviluppo e sicurezza ambientale, questo serve alle giovani famiglie di Napoli”

Giovanni Russo (Fdi): “Sviluppo e sicurezza ambientale, questo serve alle giovani famiglie di Napoli”

21 Settembre 2022

Onorevole Giovanni Russo, lei si ricandida a Napoli per la Camera dei Deputati. In campagna elettorale è intervenuto spesso sul disastro nella Terra dei Fuochi, legandolo anche alla questione giovanile. Perché?

Guardi, ci sono coppie di giovani napoletani e nuovi nuclei familiari _che vivono una condizione di disagio non solo perché stiamo attraversando una fase difficile ma per la fallimentare politica economica portata avanti dalla sinistra in Campania negli ultimi anni. Le difficoltà li spingono a trovare soluzioni abitative convenienti in località dal forte impatto ambientale dove la salute pubblica desta grave preoccupazione. La politica ha il dovere di occuparsene.

Che farete con Fratelli d’Italia per cambiare le cose?

Noi vogliamo prenderci cura della nostra terra e ristabilire il patto tra le generazioni che hanno il compito di conservarla. Solo se riusciremo a conservare l’ambiente nel quale viviamo daremo vere opportunità ai giovani e alle donne, il senso è questo.

Con quali misure specifiche?

I clan hanno depredato la nostra terra degradandola. L’azione di contrasto e prevenzione al crimine organizzato non deve conoscere tregua. In Parlamento ho chiesto al Governo di equiparare i roghi dolosi nella Terra dei Fuochi al terrorismo e con Fratelli d’Italia rafforzeremo ulteriormente gli organici del Nucleo investigativo, faremo investimenti sulla intelligence e tecnologici per colpire al cuore gli interessi criminali. Per essere liberi dobbiamo vivere più sicuri, bisogna partire da questa consapevolezza.

E dal punto di vista ambientale?

Difesa della legalità e sicurezza ambientale non vanno disgiunte, il controllo del territorio lo riprendiamo con una grande opera di bonifica delle aree inquinate. Dovremo coordinare meglio i diversi livelli di intervento di governo a livello centrale e locale per completare il ciclo di smaltimento dei rifiuti.

Con De Luca sugli impianti di smaltimento c’è una diversità di vedute.

Il processo che le sto descrivendo non si risolve trovando soluzioni solo su un pezzo del ciclo di smaltimento dei rifiuti, bensì reimmaginando complessivamente il futuro di Napoli e della sua provincia. Occorre rivitalizzare l’ambiente con le bonifiche, avere uno smaltimento moderno, togliere risorse ai clan e drenarle verso la rigenerazione urbana. Serve una nuova, forte opera di edilizia popolare. Coinvolgere le comunità e far crescere l’economia, premiare le competenze e le produzioni di qualità. Solo così – inquadrando la gestione dei rifiuti in un processo più complesso di crescita e nuovo urbanesimo – daremo un futuro vivibile ai giovani e alle famiglie napoletane.

Che farete per far crescere l’occupazione e favorire la natalità?

Lei sa che nel Sud viviamo una condizione giovanile difficile. Più del trenta per cento dei giovani under 35 è disoccupato. La maggioranza deve fare i conti con lavori discontinui e precari. Più del settanta per cento vive ancora in famiglia a casa dei genitori perché non ha un reddito sufficiente a pagarsi l’affitto, figuriamoci aprirsi il mutuo. _Serve innanzitutto un grande investimento nel mondo della istruzione: la cultura della legalità passa attraverso la scuola, nella scuola si scopre il senso di Patria, di comunità, si condividono quei valori di libertà, giustizia, solidarietà che sono alla base della nostra democrazia.

Lei è favorevole alla logica dei bonus di Stato?

I bonus che lo Stato può dare sono importanti per non lasciare indietro nessuno, dobbiamo tutelare le nuove povertà e le aree del disagio. Ma la logica dei bonus può funzionare solo quando un Paese cresce. Senza crescita economica lo Stato muore insieme a chi viene sussidiato. Dobbiamo rovesciare questa logica perché ritarda la volontà dei giovani di farsi una famiglia e mettere al mondo un figlio. Il motore demografico è lo sviluppo economico.

Non le sembra una storia già sentita?

Le dico una cosa, l’età anagrafica conta solo fino a un certo punto. Quello che conta è la voglia di fare, di mettersi in gioco, di rischiare, la capacità di essere produttivi e di lavorare tutti di più per far crescere la nostra terra. Se il Sud cresce, lasciando maggiore libertà al dinamismo imprenditoriale, sappiamo tutti che l’occupazione aumenterà. Più crescita, più lavoro, più voglia di fare figli.

Quindi secondo lei i giovani non fanno figli perché c’è il precariato?

Senta, sto girando in lungo e in largo il mio collegio incontrando ogni giorno imprenditori e visitando aziende. Credo profondamente nella libertà del mercato ma  nel mezzogiorno la precarizzazione delle giovani generazioni ha superato il livello di guardia.

Si spieghi meglio.

La precarietà non riguarda solo la dimensione economica ma anche quella relazionale ed emotiva della vita giovanile. I dati sul calo delle nascite che osserviamo non solo al Sud ma a livello italiano ed europeo non sono solo il frutto della stagnazione e della scarsa crescita del Pil degli ultimi vent’anni, bensì il risultato di un disagio più profondo che non riguarda esclusivamente le difficoltà economiche dei giovani.

Aumentiamo il bonus psicologi?

Lei forse vuole scherzare ma tutti sappiamo che c’è smarrimento in ampie fasce del mondo giovanile. Ecco perché nel meridione abbiamo il dovere di rilanciare una cultura della vita. Dobbiamo ridare piena cittadinanza a questa cultura, al valore della vita, della maternità, all’amore per la nostra terra e per la tradizione nazionale. Donne e giovani vanno sostenuti nella loro volontà di fare figli con tutti gli strumenti necessari a favorire la genitorialità, comprese le nuove forme di welfare aziendale, ma il nostro compito di classe dirigente è scavare ancora più a fondo nel terreno sociale.

Sentiamo.

Bisogna avere il coraggio di dire ai giovani che c’è un’alternativa al deserto individualistico degli ultimi anni. Il matrimonio, i figli, il risparmio, sono valori attuali, non un retaggio del passato. Ecco cosa dobbiamo fare, dirgli la verità. Ritrovare insieme a loro il senso della vita che nasce, riscoprire una dimensione che non è andata persa e rappresenta per intero la nostra identità.