Grande è la confusione sentendo Matteo Salvini

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Grande è la confusione sentendo Matteo Salvini

11 Febbraio 2015

E’ nelle lezioni di geopolitica che Matteo No Euro dà il meglio di sé. Dopo averci ricordato che per evitare le stragi del mare gli immigrati dobbiamo aiutarli a casa loro – che non si è mai veramente capito cosa vuol dire nella pratica – ieri sera il segretario leghista si è lanciato in una appassionata spiegazione su come, secondo lui, andrebbe affrontata l’emergenza profughi siriana e mediorientale.

Serve un’operazione NATO in grande stile per azzerare il Califfato, ha detto, invece di perder tempo con Putin che invade, pardon, libera l’Ucraina. Scoprendo con sgomento di essere tanto deficitari nelle relazioni internazionali, abbiamo continuato a seguire il suo ragionamento ma proprio non siamo riusciti a comprendere quale sia il nesso tra il salvataggio di migliaia di vite umane nel Mediterraneo e sganciare bombe se pure giuste contro i tagliagole di Al Baghdadi.

Più chiara se mai è la voglia salviniana di stare dalla parte di Putin sempre e comunque, questo faro di democrazia che ci sta insegnando come si combatte per liberare l’Ucraina dal “nazifascismo”. Fa sorridere l’atlantismo improvvisato di un politico che viene da un partito, la Lega, che dai tempi della Serbia ha sempre polemizzato con l’Alleanza. 

Certo, dopo la caduta della Cortina di Ferro si è molto discusso di come ripensare la NATO e sono stati tanti gli scenari di crisi extraeuropei in cui la NATO è intervenuta, ci sembra di ricordare sempre con una fastidiosa freddezza da parte leghista. Per cui mentre Matteo mette a punto gli aiuti a casa loro, suggeriamo di trovare un attimo di tempo per rileggersi cause e motivazioni che portarono alla nascita dell’Alleanza. Di minacce alle porte di casa nostra non ci sono solo quelle che vede e vuol farci credere lui.