I numeri giusti del nuovo popolarismo
08 Febbraio 2015
di Redazione
Ci siamo, andiamo avanti, la nostra proposta politica viene percepita in tutta la sua portata innovatrice, perché votata a mettere finalmente mano alle riforme strutturali di cui questo Paese ha disperato bisogno per lasciarsi finalmente alle spalle una lunga fase di crisi e di incertezza.
Non è questo uno sfogo domenicale partigiano e bene augurante, quanto piuttosto il dato che emerge dalle analisi che alcuni istituti demoscopici hanno condotto negli ultimi giorni.
Numeri che fotografano le dimensioni di un progetto destinato a farsi sempre più attrattivo perché corretto nei suoi presupposti di partenza, giusto nella chiarezza degli obiettivi, ambizioso nella tenacia che ci spinge a voler scrivere una nuova pagina nel futuro dell’area popolare, liberale, riformista.
L’Istituto Piepoli accredita la compagine Ncd-Udc di un tasso di gradimento al 5%, dato questo confermato al rialzo dall’ultimo sondaggio Demos per "la Repubblica", pubblicato giusto ieri: 5.1%.
A guardare il trend, emerge la differenza con gli ultimi mesi. Si parte dall’ottobre 2014, 2.6%, si arriva a novembre, 3.8%, si sale al 4.5% a dicembre. Il 2015 inizia nel migliore dei modi, e al 4.8% di gennaio subentra appunto il dato registrato in questi giorni, che corrobora il già importante risultato conseguito alle europee dello scorso maggio, quel 4.4% che aveva dato linfa ad un progetto nuovo, il primo nato senza un euro di finanziamento pubblico.
E adesso cosa fare ? Non certo tirare il fiato, né tanto meno adagiarsi sugli allori. Andare avanti, con spirito costruttivo, con la determinazione di sempre che ci premia in questa fase convulsa di ristrutturazione del quadro politico, mentre altri movimenti chiudono bottega ed altri ancora sono esposti a paurose fibrillazioni che evocano nuove scissioni. Continuiamo a lavorare con ancora maggiore entusiasmo, ponendo al centro la nostra identità e i nostri contenuti, utili a rilanciare un’azione di governo che sempre più ci vedrà nelle vesti di attivi protagonisti.
Impariamo anche dagli errori, che soprattutto in quest’ultima fase non sono di certo mancati.
E lasciamo ad altri la narrazione su gufi e stregoni che ancora oggi guarderebbero con scetticismo al nostro agire politico. Oggi vogliamo solo condividere con tutti voi questi numeri, frutto del duro lavoro dei tanti che ci hanno sempre creduto. Le regionali sono vicine, ad maiora!
