Il Grande Fratello e Aboubakar

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Il Grande Fratello e Aboubakar

Il Grande Fratello e Aboubakar

“Non sapevo dell’inchiesta, altrimenti non mi sarei candidato”. “Come ho campato negli ultimi anni? Scrivendo un libro”. Nella sua stentorea difesa affidata alle televisioni amiche, Aboubakar Soumahoro, il deputato che si è autosospeso dai Verdi-Sinistra italiana, ha squarciato il velo su una realtà ben più complessa dell’ennesimo scandalo politico che lo vede protagonista.

La verità è che l’ivoriano, su cui non pende alcuna accusa giudiziaria, è solo l’esecutore materiale di un ‘delitto’ politico i cui mandanti sono ben altri. Chi ha trasformato un uomo dall’incerto profilo professionale e culturale in un personaggio da mandare in Parlamento come rappresentante del popolo italiano? A 15 mila euro di stipendio al mese, naturalmente…

Il solito circo Barnum dell’informazione che ormai risponde solo a se stesso. Soumahoro sale per la prima volta agli altari della cronaca grazie all’Espresso, allora diretto da Marco Damilano. Sulla cover del settimanale c’è la sua foto accanto a quella di Salvini. Il titolo è accattivante: Uomini e No. Lui è un uomo, il leader della Lega evidentemente un rinoceronte. Sia ben chiaro: la critica politica sul mezzi di informazione è sacrosanta. Ma è la creazione degli eroi che sfugge a una logica.

Damilano è ospite fisso (e ben pagato) del programma Propaganda Live sul La 7. “Ti porto un amico” deve aver detto al conduttore. Aboubakar è di colore, immigrato, impegnato nel sociale, rigorosamente di sinistra, la sinistra vera, quella che si oppone a tutto, quindi un campione del politicamente corretto. Forse è anche vegano, il che non guasterebbe… Insomma “funziona”. Eccome se funziona.

Il circolo Picwick della sinistra intelligente lo trasforma così nel nuovo prototipo della riscossa. La politica, a corto di idee, uomini, cultura, proposte, che a sua volta fa parte del circolo, attinge appunto dal circolo, l’unica dimensione che conosce. Non importa se non ha mai fatto il consigliere di circoscrizione, il consigliere comunale, se non è mai stato iscritto a un partito. E’ l’uomo giusto. Lo candidano. No, verificare chi è, da dove viene, che cosa ha fatto, è inutile. Se funziona in televisione, funzionerà anche alla Camera, alle prese con i problemi degli italiani.

A ben vedere c’è un ‘super-mandante’ di questo vizioso corto-circuito e risponde al nome di Silvio Berlusconi. E’ il Cavaliere ad aver inventato la cosiddetta politica-spettacolo, stile Grande Fratello. Ma l’inventore della televisione commerciale la tv l’ha appunto inventata, dando lavoro a migliaia di persone. Qualche medaglia in più gli va riconosciuta. Quelli come Soumahoro invece ne copiano malamente le regole più semplici e va detto che l’uomo non è solo. Al di là dei meriti che questo governo dovrà dimostrare sul campo (ogni perplessità iniziale è solo pregiudizio) spicca immediatamente una differenza col precedente.

Mario Draghi non è mai entrato in un talk, i suoi ministri nemmeno. Non ha mai concesso un’intervista, se non all’austero e attendibile Corriere della sera. Parola scritta, non udita. Si legge, si medita, si sfoglia la pagina fino al prossimo articolo. Liberamente e per scelta. Il Barnum televisivo ha regole diverse. Forse Draghi non tollerava di apparire prima o dopo un detersivo, una D’Urso, una protagonista dell’Isola dei Famosi.

La scatola elettrodomestico rende tutto fluido e magmatico, informazione e intrattenimento si fondono senza capire più dove inizia l’uno e finisce l’altro. Ecco perché il caso di Aboubakar Soumahoro, tragico per la delicatezza dei temi che affronta, è scivolato ben presto nella farsa. Alla domanda: “perché sua moglie si veste firmata, con borse che costano migliaia di euro”, lui ha risposto: “Non c’è niente di male nel vestirsi alla moda”. Forse sta meditando di lanciare una linea di stivali come quelli che ha sfoggiato entrando alla Camera… O di scrivere un altro libro, intitolato “Io, vittima del sistema mediatico”.

Aspettiamo il prossimo Aboubakar Soumahoro. Il circo mediatico è pronto. Intanto la Meloni arriverà al 30 per cento. Fino al prossimo show in cui…