La burocrazia (in)sostenibile degli smartphone secondo Bruxelles

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La burocrazia (in)sostenibile degli smartphone secondo Bruxelles

La burocrazia (in)sostenibile degli smartphone secondo Bruxelles

15 Settembre 2022

Nuove regole in arrivo dall’Unione europea per la produzione di smartphone e tablet che dovranno essere ecosostenibili e rispettare criteri rigorosi. Bruxelles ha recentemente presentato “Designing mobile phones and tablets to be sustainable”. La bozza, in consultazione fino al 28 settembre, è contenuta nel pacchetto di interventi “ecodesign”, destinati a fornire delle linee guida obbligatorie per la realizzazione di prodotti a basso impatto ambientale.

Sul fronte della produzione di smartphone e tablet le indicazioni appaiono piuttosto stringenti. Viene infatti proposta l’adozione di una etichettatura energetica, del tutto simile a quella già vigente per i comuni elettrodomestici, contenente diverse voci, tra le quali la classe energetica.

Viene introdotto il punteggio di riparabilità per i dispositivi mobili smartphone e tablet, sulla scorta di quanto già avviene in Francia. Questo indicatore dovrebbe servire a informare i consumatori sulla facilità con cui potranno riparare eventuali danni subiti dai prodotti. Nelle etichette informative, inoltre, l’Ue punta all’integrazione di dati come la durata della batteria, la capacità di resistenza alle cadute accidentali o la possibilità del prodotto di resistere all’acqua. In questo modo, sostiene Bruxelles, gli utenti avrebbero a disposizione più informazioni utili alla scelta di prodotti maggiormente facili da riparare, in un’ottica di maggiore sostenibilità.

Le aziende produttrici dovranno impegnarsi a garantire inoltre anche la resistenza dei propri dispositivi a cento cadute senza perdita di funzionalità, pezzi di ricambio a prezzi garantiti per facilitare la riparazione e l’eliminazione completa dei dati personali, per poter cedere i dispositivi ad aziende che si occupano del ricondizionamento e del riutilizzo degli apparecchi.

 

“MINORI CONSUMI ENERGETICI CON GLI SMARTPHONE”

Secondo i commissari Ue, il vantaggio principale arriverà dai consumi energetici. “L’effetto combinato – scrivono – del presente regolamento e dell’etichettatura energetica dovrebbe limitare il consumo di energia primaria al 2030 a 25,4 TWh, con un risparmio di circa il 33% rispetto a quanto accadrebbe se non venissero adottate misure.”

Sulla carta la battaglia contro l’obsolescenza programmata e la cultura degli acquisti usa e getta è più che legittima, nell’ottica di promuovere modelli economici più circolari, virtuosi e a basso impatto. Sul piano più concreto della produzione industriale, però, le linee guida di Bruxelles appaiono come un libro dei sogni che rischia di produrre contraccolpi da incubo su sistemi industriali già ampiamente messi in difficoltà dai competitor extraeuropei.

La produzione e l’assemblaggio degli smartphone rappresentano un settore industriale che in Europa ormai, fatte rare eccezioni, non esiste più. Continuare a irrigidire, burocratizzare e normare in maniera rigida e dall’alto mercati che già sono stati ampiamente superati dalla concorrenza delle industrie indiane, statunitensi e soprattutto cinesi, non contribuisce di certo al rilancio dello spirito creativo imprenditoriale, dando un ulteriore colpo allo sviluppo economico e produttivo del Vecchio Continente. Un atteggiamento poco comprensibile, quello di Bruxelles, se si considera che linee guida, regolamenti, pacchetti di interventi stanno investendo tutti gli ambiti industriali, in particolare in materia di transizione ecologica. Il risultato è quello di condizionare lo sviluppo imprenditoriale con processi burocratici che sono il doppio o il triplo di quelli che devono affrontare i concorrenti dall’altra parte del mondo.