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Roberto Vecchioni

La musica è come la fede: sostiene e incoraggia

Il mio rapporto con la fede? "E’ una salita impervia e faticosa, ma dolce nelle soste". La musica "è come la fede: sostiene e incoraggia". Roberto Vecchioni è uno dei 260 artisti che ha incontrato Benedetto XVI in occasione dell’udienza concessa in Vaticano dal Pontefice agli artisti, a dieci anni dalla Lettera di Giovanni Paolo II.

La Cappella Sistina, con le sue volte michelangiolesche e gli affreschi quattrocenteschi, ha spalancato le sue porte a cantanti, pittori, poeti, registi e scrittori. Da Claudio Baglioni a Antonello Venditti, dal maestro Ennio Morricone a Marco Frisina, e poi Riccardo Cocciante, Andrea Bocelli, i Pooh, eccezionalmente riuniti. Tra gli attori c’erano Raoul Bova, Claudio Amendola, il 'don' Matteo Terence Hill, Franco Nero e Arnoldo Foa. Tra i registi l'immancabile Franco Zeffirelli, Pupi Avati, Mario Monicelli, Marco Bellocchio, Nanni Moretti.

Nel suo discorso, a lungo applaudito e seguito con grande attenzione, il Papa ha rilanciato il rapporto tra fede e arte, tra bellezza e creatività, tra genio e spiritualità. E ha voluto rinnovare "l’amicizia della Chiesa con il mondo dell’arte, un’amicizia consolidata nel tempo, poiché il cristianesimo fin dalle sue origini, ha ben compreso il valore delle arti e ne ha utilizzato sapientemente i multiformi linguaggi per comunicare il suo immutabile messaggio di salvezza". Il Papa teologo non ha mancato di fare un accenno al concetto di genio artistico: "La fede non toglie nulla al vostro genio, alla vostra arte, anzi li esalta e li nutre", ha scandito Ratzinger rivolgendosi agli artisti.

Reduce di un nuovo disco (dal titolo In Cantus), dalla pubblicazione di un libro (Scacco a Dio) e dell’avvio di una tournèe in luoghi sacri, il Professor Vecchioni sabato scorso ha avuto la possibilità di incontrare il Papa. In questa intervista racconta le emozioni di quell’incontro.

Quella giornata, nell’udienza con il Pontefice, ho visto al di là della sua persona, ho avvertito come un’aria di inconfondibile spiritualità e la certezza di una sopravvivenza. Sono stato molto vicino alla felicità.

Come commenta il discorso di Benedetto XVI nel quale ha rilanciato la bellezza dell'arte e ha indicato la fede come nutrimento del genio artistico?

L’ho trovato aperto, grandioso e insieme umile e rispettoso. Ci ho letto dentro tutta la libertà di espressione e di vita che Dio concede agli uomini.

Cosa pensa di Benedetto XVI? Un Papa molto diverso da Giovanni Paolo II?

Qui non si tratta di gusti personali. Il Papa è il Papa al di là delle simpatie o delle antipatie, anche se considero Benedetto XVI troppo legato alle tradizioni.

Quale è il suo rapporto con la fede? E con Dio?

E’ una salita impervia e faticosa, ma dolce negli attimi di sosta ai bordi del sentiero. Dio è sempre stato con me, quando lo vedevo e quando non lo vedevo.

Quale è il legame tra musica e fede, per lei?

La musica è come la fede e come la speranza: non certifica, sostiene, incoraggia, consola. La musica è credere: nella grandezza dell’uomo e nel suo bisogno di assoluto.

Perché ha deciso di fare un tour natalizio in luoghi sacri?

L’atmosfera. E poi il rispetto per quel che cantavo.

Sono arrivati da poco un nuovo album e un romanzo...quali sono i prossimi progetti di Roberto Vecchioni?

Ho una tournèe primaverile con le canzoni di ‘In Cantus’ in molti teatri. Poi si vedrà…

 

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