Laura Bassi, la rompighiaccio italiana oltre i confini dell’Antartide
03 Febbraio 2023
Lo spirito italiano, dei grandi viaggiatori e avventurieri e scopritori, rivive nella impresa della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi. Nave dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs). Gli italiani, cinquanta persone di equipaggio tra ricercatori e personale tecnico, hanno toccato il punto più a sud dell’Antartide. Un punto mai raggiunto da una nave. Il risultato è stato raggiunto nel corso della campagna oceanografica della 38° Spedizione Italiana del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra).
Nella Baia delle Balene, la Laura Bassi ha raggiunto un sito ad oggi inesplorato, il punto più meridionale nel Mare di Ross. Tutto questo nell’ambito di un progetto di biofisica, “Bioclever14i9” coordinato dall’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche. Con l’osservatorio marino MORSea della Università Parthenope. La Laura Bassi ha lasciato lo scorso 17 novembre il porto di Trieste per raggiungere il porto di Ravenna e da qui la Nuova Zelanda.
È una nave ad alta tecnologia, cargo e ricerca scientifica nello stesso tempo. Dalla Nuova Zelanda il viaggio fino al Mare di Ross, con il rientro previsto per marzo 2023. Il progetto è finanziato dal Ministero dell’Università e Ricerca nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, gestito dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) per la pianificazione logistica e dal Consiglio nazionale delle ricerche per la programmazione scientifica. Tra pizza e ghiacciai, innovazione tecnologica, ricerca scientifica e amore del viaggio per studiare. L’Italia migliore, in fondo.
