L’Italia è eccellenza mondiale nel mercato degli yacht

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L’Italia è eccellenza mondiale nel mercato degli yacht

L’Italia è eccellenza mondiale nel mercato degli yacht

25 Giugno 2022

Si parla poco spesso dei mercati del lusso, eppure anch’essi sono motore della crescita economica. È il caso del mercato nautico, in particolare quello degli yacht. Nonostante l’invasione dell’Ucraina infici negativamente su questo specifico segmento, ma anche sull’intero comparto del turismo nautico di lusso nel Mediterraneo. L’assenza degli investimenti russi si fa sentire. Questa tesi è confermata da una recente ricerca di BOAT International, secondo cui la domanda di superyacht continuerà a superare l’offerta.

“Nonostante la coda della pandemia da Covid-19 e le conseguenze tangibili del terribile conflitto in Ucraina – spiega Teo Titi, presidente di Federagenti Yacht a Il Bollettino– sta fornendo segnali incoraggianti di ripresa.”

Gli investimenti russi

Secondo Titi, questi indizi riguardano solo alcune zone della nostra penisola. Le altre sono in sono aree in sofferenza, “in particolare dove nelle stagioni passate si è concentrato il turismo nautico russo”.  Gli yacht riconducibili a proprietà russe sono una quota cospicua del mercato mondiale, compresa tra il 10 e il 15% e concentrata sugli yacht più grandi e di fascia alta.

Inoltre, c’è un fattore psicologico da tenere in considerazione. “La voglia di reazione del comparto – argomenta il presidente di Federagenti Yacht – è bilanciata e condizionata dal fattore psicologico che ancora oggi tiene lontani dall’Europa e dal Mediterraneo in particolare clienti dell’area nord americana e anche, in parte minore, nord-europei”.

Le dinamiche del settore sono particolari, ma l’attrattività turistica può a sua volta compensare l’effetto guerra che spaventa il turismo internazionale.

La carenza di materie prime non è un problema

Già dall’inizio della pandemia è noto il problema della fornitura e della sub-fornitura nella cantieristica nautica. Il prezzo dei matalli ha iniziato a crescere già prima della guerra e, abbinato alla difficoltà della filiera a soddisfare la domanda e alla carenza di manodopera specializzata, ha fatto lievitare anche i prezzi degli yacht.

La tipologia di clienti che si affacciano su un mercato come questo permette al settore di non risentire dell’inflazione. È un mercato che accetta prezzi superiori senza grandi problemi.

“Il vero problema oggi – spiega Titi – è invece la disponibilità di operatori specializzati, sia nei cantieri sia tra i fornitori. Manca lavoro, dal primo livello tecnico, fino agli ingegneri”. Al di là dei corsi universitari dedicati, come quello di La Spezia, ci sono numerosi ITS dedicati al settore nautico. La speranza è che siano in grado di sfruttare la riforma che sta per essere approvata ed aumentare il proprio bacino di utenza.

Le infrastrutture dell’Adriatico

Le potenzialità dell’Adriatico non sono in discussione, ma Titi rammenta che “rimane il problema della mancanza di infrastrutture portuali dedicate”. Aspetto, a dirla tutta, comune a troppi settori in Italia.

“La Biennale – aggiunge – da diversi anni è divenuta un attrattore per gli ospiti dei mega yacht con benefici non solo per Venezia, ma a cascata per tutto l’Adriatico. Questo dimostra che in questo mercato è necessario creare un valore aggiunto, una motivazione per un’esperienza diversa, in grado di attivare un effetto calamita molto importante”.

Italia resta leader del settore yacht

“Nella fascia 30-50 metri la concorrenza a livello mondiale è tutta giocata tra cantieri del nostro Paese. Siamo leader indiscussi in questo segmento, con un back log che sfiora le 200 unità e che supera in valore economico i 3 miliardi di euro”, afferma Titi con soddisfazione. Tutto questo senza calcolare l’indotto, mica male.