L’Unità fa un’analisi lucida e spietata del futuro del Pd e dei suoi vertici
22 Settembre 2009
di Redazione
“I partiti non sono monumenti di pietra” Dice Piero Fassino all’Unità (22 settembre) Invece certe panchine di pietra in certi parchi sembrano proprio dei monumenti e per questo Piero frequenta molto più queste ultime che quelle polverose cose che sono oggi i partiti
“Il metodo è nella dichiarazione dello stato d’assedio permanente contro il nemico esterno” Dice il corsivo di Europa (22 settembre) Menichini e i suoi fanno bene a denunciare la paranoia di un Berlusconi convinto che vi sia un qualche pm milanese intento a preparare il due milionesimo processo per evasione fiscale, qualche pm siciliano pronto a rifare la due millionesima indagine sugli oscuri rapporti tra B. e le stragi di mafia, qualche quotidiano pronto a pubblicare la stessa notizia antiberlusconiana per due milioni di settimane
“Non esiste chi pensa, chi guarda avanti, chi immagina il futuro” Dice Goffredo Fofi all’Unità (22 settembre) Sinteticamente Fofi interviene sulla sinistra italiana, corrente per corrente: chi non “pensa” è sicuramente Franceschini, chi non “guarda avanti” è Bersani, mentre chi certamente non “pensa al futuro” è Ignazio Marino
“In Afghanistan ormai non c’è più una missione di pace” Dice Lidia Menapace su Liberazione (22 settembre) La Menapace ricorda, nel deprecare la guerra afghana, il suo grado di sottotenente dell’esercito in quanto partigiana combattente. Presumiamo che vista la sua vocazione, con i nazisti usasse mazzolini di ciclamini invece che granate
