Mafia. Volevano uccidere i figli dei pentiti, 4 arresti a Niscemi
30 Agosto 2009
di Redazione
Per indurre due uomini di Cosa Nostra di Niscemi a rinunciare al loro proposito di diventare collaboratori di giustizia, stavano pianificando sequestri e, se necessario, anche l’uccisione di due bambini di 7 e 11 anni e di un ragazzo appena maggiorenne, figli e parenti dei pentiti in pectore.
Ma la squadra mobile della questura di Caltanissetta e gli uomini del commissariato di Niscemi e di Vittoria li hanno intercettati, pedinati e fermati, nel corso della notte, su ordine del pubblico ministero Fabio Scavone, della Dda di Catania.
In manette sono finiti i pregiudicati Rosario Lombardo, 48 anni, soprannominato "Saru Cavaddu", già agli arresti domiciliari; Giuseppe Lodato, di 54, detto "Peppi Vureddu"; Alessandro Ficicchia, 42 anni, tutti di Niscemi; Alessandro Aparo, 27 anni, di Vittoria (RG).
Per tutti l’accusa è di associazione mafiosa, sostenuta da un’intercettazione telefonica in cui si ascolta l’avvio del piano di uccidere i figli di un ‘pentitò: i promotori dell’agguato affermavano di essersi già procurate le armi e di avere eseguito sopralluoghi nella casa di campagna dei loro obiettivi. Le intercettazioni ambientali avevano già evidenziato una "saldatura" dei nuovi uomini dei clan di Niscemi e Vittoria, come avvenuto all’inizio degli anni Novanta, con l’intento di potenziare Cosa nostra anche a Gela.
Gli arrestati disponevano di notevoli quantità di armi e di uomini. Uno dei due pentiti delle cosche di Nisceni, che ha già cominciato a fare importanti rivelazioni, aveva subito, l’11 luglio scorso, l’incendio di due auto e ricevuto intimidazioni telefoniche anonime pervenute alla sua convivente.
La madre, inoltre, aveva ricevuto una "visita" nella propria abitazione. Proprio la madre del collaboratore di giustizia è apparsa la più determinata nel denunciare tutto alla polizia e così sono scattate le indagini che hanno portato all’operazione di stanotte, denominata "Crazy Horse".
