Napolitano: “Lottare contro xenofobia e omofobia alimentate da ignoranza”

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Napolitano: “Lottare contro xenofobia e omofobia alimentate da ignoranza”

09 Settembre 2009

"La lotta contro ogni sopruso ai danni delle donne, contro la xenofobia, contro l’omofobia, fa tutt’uno con la causa indivisibile del rifiuto dell’intolleranza e della violenza, in larga misura oggi alimentate dall’ignoranza, dalla perdita di valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dai principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza nazionale democratica".

Il capo dello Stato sottolinea che si tratta di "una questione cruciale del nostro tempo, l’età dei diritti: diritti proclamati, diritti affermati o in via di affermazione, diritti da conquistare, diritti da rendere universali". Infatti, "mai come negli ultimi decenni si era giunti ad una visione così ampia e ad una consapevolezza così profonda del riconoscimento dei diritti umani come condizione di convivenza civile, libera e democratica". Se resta "aperta e legittima la discussione sui diversi sistemi istituzionali e politici e sui diversi modelli di governo delle società, che coesistono e si confrontano nel mondo", tuttavia avverte Napolitano "in qualsiasi contesto, il pieno riconoscimento e la concreta affermazione dei diritti umani costituisce una innegabile pietra di paragone della condizione effettiva delle popolazioni e delle persone, del grado di avanzamento materiale e spirituale di un Paese".

"Sono soprattutto le donne a soffrire in troppe parti del mondo della limitazione o privazione di diritti fondamentali". Più in particolare, il capo dello Stato punta il dito contro "la persistenza e la diffusione della violenza contro le donne", ricordando che il tema non rende immune il nostro paese. "In paesi evoluti e ricchi come l’Italia, dotati di Costituzioni e di sistemi giuridici altamente sensibili ai diritti fondamentali delle donne – osserva significativamente Napolitano – continuano a verificarsi fatti raccapriccianti, in particolare negli ultimi tempi, di violenza di gruppo contro donne di ogni etnia, giovanissime e meno giovani". Ciò, "nonostante che il Parlamento già da decenni si sia impegnato in una severa legislazione sulla violenza contro le donne come reato contro la persona; e abbia di recente affrontato anche l’aspetto delle molestie e delle persecuzioni e discriminazioni contro le donne nei luoghi di lavoro".

È il forte richiamo che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lancia aprendo i lavori della "Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne" alla Farnesina.