Sanzioni alla Russia: non ci perdiamo nulla

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Sanzioni alla Russia: non ci perdiamo nulla

Sanzioni alla Russia: non ci perdiamo nulla

08 Marzo 2023

Le sanzioni economiche contro la Russia applicate un anno fa dall’Occidente non hanno avuto l’impatto negativo previsto sull’economia italiana. Non si è verificata la recessione annunciata né si è verificata la carenza di cibo o l’inverno al gelo. Nonostante le chimere pacifinte, quando non direttamente filorusse.

Export? Boom! Altro che crollo per le sanzioni..

Addirittura, le esportazioni italiane sono aumentate del 20% nel 2022. Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia, addirittura, la crescita di questo parametro è del 22,3%. La chiave del successo risiede nell’incremento degli acquisti di prodotti italiani da parte degli Stati Uniti (+22,5%). La perdita del mercato russo non ha provocato alcuna catastrofe economica, considerando il reale peso specifico della economia russa la Russia. Per dare un’idea dal punto di vista dimensionale, l’economia di Mosca pesa un quattordicesimo di quella americana e non è tra le prime dieci economie del mondo.

Inoltre, bisogna ricordare come ha ben fatto Federico Rampini sul Corriere mettendo insieme questi dati, che l’Occidente è un aggregato di interessi materiali costruito in molti decenni di scambi commerciali e investimenti. Va da sé che i nostri mercati più importanti rimangano quelli dislocati sull’asse atlantico.

Aiuti all’Ucraina, cifre da ridimensionare

Un altro cavallo di battaglia degli oppositori all’aiuto nei confronti dell’Ucraina è che stiamo destinando a un altro Paese i soldi dei cittadini italiani. A parte che questo argomento sovranista fa un po’ sorridere quando viene pronunciato dalla sinistra, si tratta davvero di cifre irrisorie. Le armi erano già in magazzino, quindi nessuna spesa aggiuntiva. Gli Stati Uniti, finora, hanno speso finora lo 0,2% del proprio Pil per fornire assistenza economica, umanitaria e militare a Kiev. Tutti gli altri partner occidentali hanno contribuito in misura molto minore. La parte più cospicua della spesa di questi mesi è dovuta ai sussidi per il caro bollette, altro che povera gente ucraina.