Stima per Mattarella ma il premier contraddice il “metodo Renzi”

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Stima per Mattarella ma il premier contraddice il “metodo Renzi”

30 Gennaio 2015

Il Nuovo Centrodestra ieri ha dichiarato che, per l’elezione del presidente della Repubblica, esprimerà scheda bianca anche alla quarta votazione.

"Lo abbiamo deciso in una riunione di gruppo, all’unanimità", racconta Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale del partito.

Eppure dite che non avete niente da eccepire sulla persona di Sergio Mattarella.

"Esatto, il nome non c’entra assolutamente nulla. Anzi, una larghissima parte del nostro gruppo ha grande stima per Mattarella. Il problema invece è che Matteo Renzi ha fatto una scelta in contraddizione con lo stesso ‘metodo Renzi’".

A cosa ai riferisce esattamente quando parla di "metodo Renzi"?

"Renzi ha costruito una maggioranza per le riforme con Forza Italia e una maggioranza di governo con noi; e ci ha sempre detto che intendeva tenere insieme queste due maggioranze per potersi affrancare dalla sua minoranza interna".

Come è avvenuto, per esempio, in occasione del voto sulla legge elettorale, l’Italicum?

"Sì. Quindi ci aspettavamo che il presidente del Consiglio fosse coerente anche per il Quirinale. Invece abbiamo ricevuto soltanto una comunicazione con un nome. Ci è dispiaciuto. Avremmo voluto condividere il consenso su una figura istituzionale in grado di portare a compimento le riforme e la legislatura".

Voi avevate indicato Giuliano Amato.

"Non era certamente un nome nostro, però avremmo aderito. E invece, al momento dell’indicazione del candidato, Renzi non ha tenuto conto né della maggioranza per le riforme, né di quella di governo. Ha creato una terza maggioranza. E’ un errore di metodo che renderà più difficile il percorso delle riforme".

Avete sempre affermato che il Paese ha bisogno delle riforme, a partire da nuova legge elettorale e modifiche costituzionali: adesso, al contrario, pensate di mettervi di traverso?

"Non si tratta di un auspicio, né di una minaccia. C’è solo la constatazione che, introducendo nuovi equilibri, si creeranno oggettivamente maggiori difficoltà sulla strada delle riforme. L’elezione del presidente della Repubblica non equivale a quella di una authority, ma determina uno schema politico".

In questo caso, quale sarebbe?

"Se le cose andranno avanti così, avremo un’area di sinistra-sinistra, cioè quella che eleggerà il capo dello Stato; un’area moderata, e della quale noi avremo la leadership, che rispetta l’elezione senza però condividerla; e un’area di estrema destra, ossia quella che ha candidato Vittorio Feltri per il Colle".

Nell’area moderata che citava ci sarebbe anche Forza Italia?

"Sì, Forza Italia ha partecipato allo sforzo per realizzare le riforme e per questo vogliamo che sia rispettata. Però siamo due forze distinte per linea politica a per organizzazione. E in nessuna decisione abbiamo ceduto né intendiamo cedere nulla della nostra sovranità interna".

Tra di voi qualcuno avrebbe voluto – anche per coerenza – una linea più dura della scheda bianca. E’ stata anche avanzata l’ipotesi di uscire dal governo.

"E perché abbandonare? Al contrario, noi vogliamo contare di più. Le nostre analisi sulle condizioni del Paese e sulla necessità di applicare il massimo sforzo riformatore restano intatte".

Adesso non temete piuttosto di essere ridimensionati da un possibile rimpasto di governo

"Le nostre decisioni politiche non dipendono dalle poltrone. Abbiamo compiuto una scelta di autonomia e lo abbiamo fatto serenamente e senza alzare i toni. Però abbiamo voluto mandare un messaggio al presidente del Consiglio: attenzione, se guardi soltanto all’obiettivo immediato senza tenere in considerazione l’insieme, rischi di sommare le contraddizioni".

(Tratto da Corriere della Sera)