Sul gas l’Europa deve scegliere che strada prendere

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Sul gas l’Europa deve scegliere che strada prendere

Sul gas l’Europa deve scegliere che strada prendere

24 Ottobre 2022

Il Consiglio europeo ha individuato quattro strategie per risolvere il problema del contenimento dei prezzi del gas. Domani i ministri di tutti i Paesi europei si incontreranno per capire la fattibilità di ognuna di esse, visto che nessuno ha spiegato come attuarle.

La prima opzione è creare un “corridoio”, un intervallo con un limite verso l’alto e verso il basso, che limiti le oscillazioni del prezzo del gas russo. Pur essendo legalmente meno attaccabile di un price cap, induce effetti molto simili. Resta il problema che, senza un accordo con la Russia, c’è il rischio che gli approvvigionamenti vengano immediatamente azzerati da Putin. Affidarsi a una sua non-reazione è molto rischioso.

La seconda strategia contemplata è applicare a livello europeo ciò che Spagna e Portogallo hanno già fatto. Si tratta di fare un price cap sul prezzo dell’elettricità. Ci sono tre enormi problemi, tuttavia, con l’impostazione iberica. Innanzitutto, i costi per lo stato sono davvero enormi e non tutti i Paesi, come l’Italia, non hanno margini per fare debito. Inoltre, maggiore è la dipendenza dal gas russo maggiori sono i costi per il singolo Paese membro. Infine, questo modello funziona solo se attuato contemporaneamente in tutta Europa. Spagna e Portogallo sono riusciti a farlo solo perché sono una penisola e confinano solo con la Francia. La combinazione di questi elementi complica non poco la situazione.

La terza via che l’UE può percorrere è la centralizzazione degli acquisti del gas. In questo modo si potrebbe aumentare il valore negoziale e ridurre il prezzo, come accadde per i vaccini. Per ora è volontaria, ma in seguito si passerà al 15% del totale. Nel caso in cui, però, gli Stati europei continuassero a farsi concorrenza sulle quote rimanenti, potrebbe esserci un effetto perverso sull’andamento del prezzo del gas russo.

Infine, l’ultima chance dell’Unione Europea è imperniata sulla solidarietà reciproca dei Paesi membri. Si dovrebbe, quindi, elaborare un piano che individui e aiuti chi sarà più in difficoltà durante l’inverno. Questo presuppone un lavoro immediato e corposissimo per i tecnici, che in tempi brevi dovrebbero stabilire “chi e quanto” aiutare. Questa soluzione non è così dissimile dal Recovery Plan di un paio di anni fa.