Sull’arca di Ezio Mauro non manca più nessuno

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Sull’arca di Ezio Mauro non manca più nessuno

16 Settembre 2009

L’Italia è in pericolo. E Rep chiama a raccolta per difendere la libertà di informazione dalle mire di un dittatore senza scrupoli che vuole mettere il bavaglio alla stampa, che usa la clava della censura dispensando diktat  a destra e soprattutto a manca. Il martellamento va avanti da settimane e ogni giorno è un crescendo rossiniano di adesioni  che si rincorrono via web, corredato dal conto minuto per minuto delle firme in calce all’appello lanciato dal quotidiano di Largo Fochetti (“siamo a 350mila” e il giorno dopo “siamo a 370mila” i titoli roboanti).  A parte il caso delle firme “tarocche” scovate dal Giornale nell’elenco dei “sì” on line sul sito di Rep, a noi interessano quelle vere. Le stesse che non scesero in piazza con altrettanta solerzia, ad esempio, quando D’Alema querelò Forattini per l’ormai famosa vignetta ma che oggi sono pronte a dar man forte alla manifestazione che Rep – è l’auspicio – vorrebbe si traducesse in quel grande plebiscito popolare (una sorta di riscatto politico) anti-Cav. che la sinistra non è riuscita a ottenere democraticamente un anno e mezzo fa nelle urne.

Insomma, non gli resta che la piazza: dai nomi blasonati della cultura e dell’intellighentia, ai premi nobel, ai politici che sull’antiberlusconismo d’antan hanno costruito gran parte della loro carriera, in Parlamento e fuori. Tutti compatti e convinti, perché in Italia si rischia di stare peggio che nella Romania dei coniugi Ceausesko, come ha evocato Franceschini a proposito della querelle sul premier a  Porta a Porta e lo slittamento di Ballarò.

Alla grancassa dei “sì in piazza ci saremo anche noi” si aggiunge perfino la mobilitazione della galassia ambientalista e animalista. Una novità della quale Rep sembra andare particolarmente fiera:  sabato in piazza ci saranno anche  Wwf, Lipu, Lega del cane,  Animalisti italiani, Enpa e Lav. Tutto legittimo per carità, ma vorremmo capire qual è la ratio che ha portato alla scelta.  Ci domandiamo, ad esempio, quali sono stati i criteri decisionali. Si sono per caso riuniti gli organi rappresentativi per deliberare il da farsi oppure si sono fatte assemblee sul territorio per consultare singoli iscritti e soci e su loro mandato si è poi deciso di procedere?  Che il pessimo Berlusconi stia pensando di mettere la museruola perfino a cani, gatti, uccelli, pesci e a tutto l’universo animale?