Termovalorizzatore di Roma, il M5S odia l’ambiente

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Termovalorizzatore di Roma, il M5S odia l’ambiente

Termovalorizzatore di Roma, il M5S odia l’ambiente

07 Maggio 2022

È possibile dirsi ecologisti e fare solo danni all’ambiente? Certamente sì, questa è la storia di una certa sinistra italiana tanto ambientalista quanto antiscientifica. Il Movimento 5 Stelle rientra in questo filone e, per non smentirsi, non ha partecipato al voto sul Dl Aiuti che avrebbe garantito a Gualtieri i poteri necessari per deliberare a favore del termovalorizzatore a Roma.

Durante tutto il mandato di Raggi e Zingaretti è andato avanti un balletto populista, che ha visto i due presunti leader giocare a scarica barile. Proprio loro che, tra le altre cose, infliggono tasse altissime sui rifiuti ai propri cittadini. Proprio Virginia Raggi che ha affidato lo smaltimento dei rifiuti a ratti e cinghiali. Così i giallorossi hanno usato i soldi dei propri contribuenti per trasferire i rifiuti in altre regioni o, addirittura, in altri paesi che ne ricavano energia. La Germania era uno di questi destinatari e, ovviamente, ci vendeva la stessa energia ottenuta dai nostri stessi rifiuti. Sembrerebbe una barzelletta, in effetti è così, ma non è finita qui.

I due termovalorizzatori del Lazio sono fermi rispettivamente dal 2016 e dal 2017, nonostante ciò Zingaretti si è opposto al revamping dell’impianto di Colleferro. Il motivo? C’era un ampio fronte ostile a questa scelta, il popolo del no eterno a tutto che includeva anche l’allora opposizione grillina e alcuni sindaci del PD.

Ma un termovalorizzatore inquinerebbe Roma?

I Politecnici di Milano e di Torino, insieme alle Università di Trento e di Tor Vergata, hanno scritto il Libro bianco sull’incenerimento energetico dei rifiuti urbani per Utilitalia. I dati che sono emersi sono indicativi del populismo ambientale di Conte&Co.

Questi impianti producono lo 0,03% di Pm10 contro il 54% delle combustioni commerciali e residenziali. Per quanto riguarda gli Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA) si parla dello 0,007% contro il 78,1%, discorso analogo per le diossine ed i furani: 0,2% contro 37,5%. Ridendo e scherzando, potremmo dire che inquinano più le stufe dei termovalorizzatori. Inoltre, addirittura l’85% delle ceneri pesanti prodotte dalla combustione è ormai destinato a processi di riciclaggio.

Questo esempio calza a fagiolo proprio per Colleferro dove c’è un cementificio in piena attività…Ma si sa, le guerre ideologiche, anche se sono contro la scienza che dicono di amare, infervorano una parte della sinistra come poche altre cose. Nel frattempo, a Copenaghen i cittadini danesi sfruttano un termovalorizzatore integrato nella città al punto da comprendere una pista da sci.