Turismo: il sorpasso dell’Italia sulla Francia
27 Gennaio 2026
di Redazione
Secondo un’analisi pubblicata dal Corriere della Sera, l’Italia ha superato la Francia per numero di presenze turistiche, attestandosi nel 2025 a quota 479,7 milioni (+3% sull’anno precedente), con 185 milioni di arrivi (+7,1%). Un risultato che consolida il posizionamento del Paese tra le prime destinazioni europee e mondiali.
Il dato, rilanciato in occasione del Forum internazionale del Turismo di Milano, viene letto dal governo come la conferma di una tendenza strutturale. Come evidenziato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’Italia non è più soltanto una meta di passaggio, ma una destinazione capace di aumentare la permanenza media dei visitatori, oggi pari a 3,59 giorni, superiore a quella francese.
Tuttavia, l’articolo del Corriere mette in luce anche una criticità centrale: il 75% dei flussi turistici si concentra su appena il 4% del territorio nazionale, mentre il restante 96% intercetta solo il 25% delle presenze. È il nodo strutturale dell’overtourism, affiancato da un vasto fenomeno di undertourism che riguarda borghi, aree interne, territori montani e isole minori. Allo stesso tempo, recenti ricerche condotte dalla Fondazione Magna Carta segnalano una crescita dei flussi turistici verso le aree interne dell’Italia centrale e appenninica, indicando l’emergere di dinamiche di riequilibrio territoriale, seppur ancora parziali.
Su questo fronte si innesta la linea del ministero del Turismo. La ministra Daniela Santanchè ha ribadito la necessità di una strategia di redistribuzione dei flussi e di destagionalizzazione, anche attraverso un possibile ripensamento del calendario scolastico in chiave europea, ipotesi su cui non esistono ancora proposte formali.
Il turismo resta una delle principali industrie del Paese: vale oltre 237,2 miliardi di euro e occupa più di 3,2 milioni di addetti. Ma la sfida, oggi, non è più la crescita in sé. È la capacità di governarla, evitando che il successo numerico si traduca in squilibri territoriali, congestione urbana e perdita di qualità.
Il sorpasso sulla Francia, dunque, è un segnale rilevante. Ma la vera partita per l’Italia è trasformare il turismo in un fattore di sviluppo equilibrato e sostenibile, capace di valorizzare l’intero territorio nazionale e non solo le sue destinazioni iconiche.
