Tutti i guai di Forza Italia, partito invidioso e mai nato

Banner Occidentale
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Tutti i guai di Forza Italia, partito invidioso e mai nato

25 Settembre 2014

Abituati al quadro a tinte fosche in cui ogni giorno la benemerita stampa berlusconiana rinchiude il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, non possiamo nascondere il grande stupore che deriva dal fatto di non essere noi, oggi, al centro di tante premurose attenzioni.

A finire sotto la lente di ingrandimento della stampa nazionale, forse un po’ meno benemerita degli house organ ufficiali, è invece Forza Italia, che persino agli occhi dell’osservatore più disattento non può che apparire la copia sbiadita di quel che un tempo fu.

Dalle parti di Palazzo Grazioli si narra di un Silvio Berlusconi stufo della vecchia guardia, deciso ad azzerare tutto, smanioso di rifondare un partito che neppure un anno addietro era stato a sua volta ripescato dalle pagine ingiallite della storia perché l’acronimo Pdl non entusiasmava più di tanto gli elettori.

Un anno di acrobazie, giravolte ed arzigogoli, l’aggrovigliarsi delle contraddizioni e l’esasperata conflittualità interna hanno fatto il resto: da qui l’idea dirimpiazzare una creatura nata stanca e anchilosata, Forza Italia, con i club Forza Silvio; peccato che l’inquietudine degli stessi pasdaran berlusconiani, intrecciandosi con le minacce di sfaceli in Parlamento e nei rispettivi feudi elettorali (leggasi rischio reazione di gruppi autonomi all’insegna del motto "non mi piego e non mi spezzo"), abbiano suggerito di muoversi diversamente, ragion per cui l’idea originaria vieneoggi accantonata e si finisce con l’optare per una fusione a freddo delle due realtà organizzative, quasi fosse un esperimento da piccolo chimico.

E se poi ci mettiamo anche il sogno recondito che il signore di Arcore avrebbe rivelato ai fedelissimi, e cioè disporre di un partito simil renziano, se non addirittura capitanato dal Matteo nazionale, beh in tal caso ci sia consentito sostenere che il teatrino comico è stato sostituito da uno spettacolo tragico.

Per carità, ognuno è padrone in casa propria, può smontare e rimontare il suo giocattolo come maggiormente gli aggrada. Ma resta uguale un senso di apprensione per le sorti di Forza Italia 2.0: partito inquieto, partito diviso, partito invidioso, partito in perenne campagna acquisti, partito mai nato, partito che ha definitivamente smarrito la strada verso un futuro nel quale aveva riposto speranze e illusioni.

Un’inconsistenza che risulta ancor più evidente nel vuoto di elaborazione ideale e programmatica, lo scenario insomma meno adatto a dare fiato e concretezza ad un progetto politico capace di incarnare la speranza dei moderati.