Il profeta scandaloso: un ritratto politico di Pasolini a cent’anni dalla nascita

LOCCIDENTALE_800x1600
LOCCIDENTALE_800x1600
Dona oggi

Fai una donazione!

Gli articoli dell’Occidentale sono liberi perché vogliamo che li leggano tante persone. Ma scriverli, verificarli e pubblicarli ha un costo. Se hai a cuore un’informazione approfondita e accurata puoi darci una mano facendo una libera donazione da sostenitore online. Più saranno le donazioni verso l’Occidentale, più reportage e commenti potremo pubblicare.

Il profeta scandaloso: un ritratto politico di Pasolini a cent’anni dalla nascita

Il profeta scandaloso: un ritratto politico di Pasolini a cent’anni dalla nascita

22 Marzo 2023

Il 2022 ha visto le celebrazioni del centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini. Molte città italiane lo hanno ricordato con mostre monografiche dedicate alle sue opere letterarie o cinematografiche. Su tutte, sicuramente Bologna e Roma, rispettivamente la sua città d’adozione e quella d’elezione.

Il profeta scandaloso (Rubbettino 2023), curato da Gaetano Quagliariello e Stefano Fassina, traccia una ritratto tutto politico di Pasolini. Il libro raccoglie parte delle relazioni tenute nel corso di due eventi, il primo organizzato da Fondazione Magna Carta e il secondo dal gruppo di Liberi e Uguali, nel corso del 2022. Tra gli interventi raccolti quello di Dacia Maraini (a oggi, una delle poche persone amiche di Pasolini ancora in vita) ed altri di Eugenia Roccella, Ferdinando Adornato e Ascanio Celestini. Ognuno di questi protagonisti della vita politica e culturale italiana ha voluto celebrare il grande intellettuale, mettendo in luce alcuni dei punti più controversi e inaspettati del suo pensiero.

Il volume sarà presentato martedì 28 marzo 2023, dalle 17 alle 18.30, presso la Sala Matteotti di Palazzo Theodoli (Camera dei Deputati). Alla presentazione, moderata da Barbara Romano (TG2), parteciperanno Gaetano Quagliariello (Presidente della Fondazione Magna Carta), Stefano Fassina (Presidente di Patria e Costituzione), Federico Mollicone (Presidente Commissione Cultura della Camera dei Deputati), Barbara Floridia (Presidente del gruppo del M5S al Senato), Onofrio Romano (Docente di sociologia all’Università degli Studi Roma Tre) ed Eugenio Capozzi (Docente di Storia contemporanea presso l’Università degli studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”).

Pasolini figura chiave del Novecento italiano

Pasolini è stato uno degli intellettuali più acuti e profetici del Novecento. Un uomo combattuto di fronte alla rinascita dopo gli orrori della guerra e i primi vagiti della globalizzazione. Sin dagli anni Sessanta colse la deriva culturale italiana e si fece voce di una forma illuminata di passatismo che denunciava “sono cominciate a scomparire le lucciole. Sono ora un ricordo, abbastanza straziante, del passato: e un uomo anziano che abbia un tale ricordo, non può riconoscere nei nuovi giovani se stesso giovane, e dunque non può più avere i bei rimpianti di una volta”. Una metafora molto forte del cambiamento non solo ambientale ma anche sociale della Penisola.

Altissimo nella sua Divina Mimesis, vicino ai “ragazzi di vita” e ai borgatari, criptico e crudele in Salò, grandissimo estimatore del gioco del calcio (“Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”), Pasolini racchiude una complessa individualità. Una mente eclettica, una penna tagliente e indagatrice, ma anche delicata come le setole di un pennello (fra i moltissimi talenti, egli era anche un abile pittore ), Pasolini sfugge a ogni incasellamento. Come lui stesso ebbe a dire, il compito dell’artista è quello di creare qualcosa di irriconoscibile e non riconducibile a niente che fosse già stato realizzato in passato.

Il “profeta scandaloso”

La poliedricità di Pasolini, la sua incredibile abilità di insinuarsi con successo in vari comparti dell’arte, si manifesta anche nelle sue riflessioni. Riflessioni non solo di carattere estetico, letterario, filosofico, cinematografico, ma anche politiche, sociologiche ed economiche. Il Profeta scandaloso, il libro pubblicato da Rubbettino in libreria dal 9 marzo scorso, testimonia questa complessità. Gli interventi raccolti nel volume indicano una distanza, per visioni sociali e politiche, degli autori che però sembrano concordare su un punto. Voler ribadire che la grandezza del poeta risiede nella sua lucida ‘intersezionalità’.

Un paradosso interessante, dunque. Pasolini, iperpolitico, raccoglie consensi trasversali proprio per l’ampiezza del suo sguardo, mai banale e mai ciecamente schierato. Leggendo il volume, si passa dall’approdo al PCI all’avvicinamento ai Radicali, dalla questione dell’aborto al suo ritratto più umano. Certamente è questo, il ricordo che ci porteremo per sempre di Pasolini. Lo sguardo gentile, celato da un paio di lenti scure, il corpo snello da calciatore, e la mente brillante che aveva incarnato il suo stesso invito: “Ti diranno di non splendere. E tu splendi, invece”.