Khaled, giovane combattente del Free Syrian Army (FSA), tiene sempre a portata di mano il suo cellulare in questi giorni. Aspetto serioso, sulla ventina, capelli neri ed una leggera barba, Khaled sta attendendo la chiamata che lo porterà dal conforto della sua abitazione nel nord del Libano ad attraversare il confine minato e controllato dalle truppe siriane fino ai pericoli e alla durezza degli scontri in Siria. (Tratto dal Christian Science Monitor)
Quello che sta succedendo in Siria ha ripercussioni immediate in tutta l’area, coinvolgendo un arco di paesi notevole. La Siria infatti è il crocevia per lo meno di tre assi politico religiosi e geografici: quello tra sciti e sunniti, tra Iran- Iraq- Siria e Libano, tra Israele e mondo mussulmano. Il rischio di una sua esplosione, mette in discussione, senza nessun ammortizzatore, il precarissimo ordine dell’area. Quello che è certo, è che sta emergendo un asse in opposizione all’Iran (per l’attività terroristica di Teheran si veda il seguente report).