Sarebbe un incubo tornare ad essere l’Italia della politica estera andreottian-comunista che ha caratterizzato il nostro paese fino a qualche anno fa. Permangono ancora zone grigie che si chiamano soprattutto Gheddafi e Putin, ma è con Berlusconi che per la prima volta troviamo la questione della libertà e della democrazia davvero al centro della politica estera italiana. (Il Giornale)
Cos’è il liberalismo, oggi, nel mondo arabo? Ce lo spiega Tarek Heggy, colto intellettuale e uomo d’affari egiziano, che si batte da anni per la promozione della libertà e della democrazia nel suo Paese e in Medio Oriente. Con delle risposte a volte sorprendenti.
Con tutto il gran parlare che si fa nelle sale di Washington su come si possano conquistare i cuori e le menti nel mondo islamico, suscita sorpresa che in così pochi facciano riferimento alla Guerra Fredda, una competizione globale d’idee che gli USA e i loro alleati hanno vinto a mani basse. (Foreign Policy)
A prescindere dall’esito delle elezioni di ieri in Iran, le trattative non riusciranno a porre fine alla sua minaccia nucleare nel breve periodo – se mai dovessero riuscirci. E vista la determinazione di Teheran ad ottenere armi nucleari, le speculazioni su un possibile attacco di Israele non solo continuano a circolare, ma aumentano ogni giorno di più. (Versione originale)