L’abolizione del valore legale del titolo di studio, il ripristino della vecchia libera docenza, l’equiparazione tra università pubbliche e università private, purché accreditate, l’incentivazione al finanziamento privato, un sistema di valutazione che permetta agli studenti di conoscere, e quindi poter scegliere, l’università migliore. Sono solo alcuni dei provvedimenti adottati nella legge sulla riforma dell’università presentata al Senato da Gaetano Quagliariello. Secondo il responsabile della cultura di Forza Italia, che in questo caso indossa soprattutto la veste di professore universitario, l’università italiana deve cambiare rotta. Deve diventare più moderna e competitiva, aprirsi alla concorrenza e alla selezione. “Abbiamo di fronte lo scenario sconfortante di istituzioni sotto-finanziate, antiquate e super burocratizzate – sostiene Quagliariello – che stanno penalizzando le generazioni di oggi e rischiano di rovinare le generazioni future; che producono pochi laureati e spesso con competenze sorpassate, la cui formazione personale non trova corrispondenza con le esigenze del mondo del lavoro. Il modello da perseguire deve essere in grado di coniugare competitività, alto livello nella qualità degli studi, flessibilità e attenzione alle esigenze del mercato”.