Nel mondo cattolico, c’è anche chi dietro la violenta campagna guidata dal New York Times contro Papa Benedetto XVI vuol vederci fantasiosi complotti che di certo non giovano alla causa della Chiesa stessa. Come Maurizio d’Orlando, autore dell’articolo Venti di guerra e crisi economica dietro gli attacchi al Papa che in questi giorni figura tra i ‘Top 10’ dell’agenzia di stampa AsiaNews.
La settimana scorsa il regime kirghizo è stato spazzato via in un giorno. La velocità del collasso ha fatto pensare ad un zampino straniero, con la Russia come principale sospetto, ma la spiegazione è molto più semplice. È la gente comune che ha portato avanti questa ribellione il Presidente Bakiev e la sua onnipotente famiglia. (Corriere della Sera)
Gli americani hanno interpretato la firma dello Start2 come “un passo avanti enorme verso la denuclearizzazione del mondo”, come ha scritto Hillary Clinton sul Guardian. Ma i russi l’avranno intesa nello stesso modo? Uno studio della Heritage Foundation ci spiega qual è il sentimento predominante nell’opinione pubblica russa, oltre che nell’elite al potere, in materia di politica estera.
Questo governo sembra credere che limitando le minacce di rappresaglia e minimizzando la nostra fiducia negli armamenti nucleari equivalga a scoraggiare la proliferazione. Ma è vero il contrario. Non esiste infatti uno sprone più potente all’iperproliferazione dell’ombrello nucleare americano che si chiude. (The Washington Post)
Dopo aver strappato la roccaforte di Marja ai talebani e prima di concentrarsi sul prossimo obiettivo della sua offensiva, Kandahar, il generale Stanley McChrystal che guida i 100.000 militari alleati in Afghanistan ha preso di mira i “divertimenti” che distraggono i militari della coalizione dall’impegno bellico. (Analisi Difesa)