Aveva un intuito sorprendente nel capire quel che rende unica l’America e, a differenza della maggior parte degli intellettuali europei, vi si trovava molto bene. L’attacco dell’11 settembre alla città di New York – la sua New York – la fece infuriare e forse la spaventò. Scrisse La rabbia e l’orgoglio, il celebre articolo sul «Corriere», e poi il libro, in uno stato di profonda emozione. Capiva bene noi americani e sapeva che la maggior parte dei suoi lettori non ci capiva. (Corriere della Sera)
L’11 settembre 2001 è stato un brusco risveglio. Ha chiarito come la storia non fosse finita con la sconfitta del comunismo. E ha chiuso definitivamente il “decennio della spensieratezza” degli anni Novanta. Se è vero, come hanno scritto Hobsbawm e Furet, che il “secolo breve” si è chiuso nell’89, dopo 12 anni di limbo storico il nuovo secolo si è aperto con l’11 settembre. (Il Tempo)