Questa volta sembra non ci siano dubbi: per la prima volta in nove anni di guerra i talebani, o almeno una parte di essi, sembrano disposti a negoziare la pace con Kabul e colloqui segreti sarebbero già in atto e, a differenza che in passato, non ci sono state finora smentite da parte dei portavoce talebani alle indiscrezioni circa le trattative. (Panorama)
La politica americana è oggi una “guerra di trincea” o una battaglia “in campo aperto”? La distinzione tra le due fasi è opera di Michael Barone, autorevole analista politico e resident fellow dell’American Enterprise Institute di Washington.
L’inizio del ritiro americano e la recente pubblicazione di libri e dossier, come A Journey. My political life dell’ex premier britannico Blair, hanno dato impulso alla riflessione sull’intervento USA in Iraq.
I paragoni fra Obama e la fallita presidenza di Jimmy Carter sono ogni giorno più numerosi. E a farli sono i democratici. Walter Mondale, vicepresidente sotto Carter, ha dichiarato al New Yorker questa settimana che, alla fine degli anni Settanta, gli elettori nervosi e infuriati “si rivoltarono contro di noi, proprio come contro Obama”. E Mondale non è l’unico. (The Wall Street Journal)
L’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giulio Terzi, corregge autorevolmente su Foreign Policy l’interpretazione dell’attuale vicenda politica italiana offerta in un precedente intervento da James Walston, docente di relazioni internazionali all’American University of Rome. La replica di Walston a Terzi è disponibile qui.
Aveva un intuito sorprendente nel capire quel che rende unica l’America e, a differenza della maggior parte degli intellettuali europei, vi si trovava molto bene. L’attacco dell’11 settembre alla città di New York – la sua New York – la fece infuriare e forse la spaventò. Scrisse La rabbia e l’orgoglio, il celebre articolo sul «Corriere», e poi il libro, in uno stato di profonda emozione. Capiva bene noi americani e sapeva che la maggior parte dei suoi lettori non ci capiva. (Corriere della Sera)